Leanò colora città e campagna di suoni fatti di gioco e ricerca personale. Un po’ milanese, un po’ cilentana, la sua scrittura esplora sonorità indie-pop e urban, unendo melodie di impronta tradizionale-popolare a una ricerca sonora più sperimentale. La sua musica si ispira al legame che ha con la natura e col corpo. Ciò che vive si traduce in un linguaggio semplice e onirico, che riflette una lettura curiosa e attenta sia del mondo che la circonda sia del proprio mondo interiore.
Il suo nuovo singolo "Tremo" è uscito venerdì 3 marzo e abbiamo deciso di farle qualche domanda!
- Hai paura anche tu dei trent’anni?
Ce l’avevo quando mi sentivo in ritardo rispetto ai miei coetanei e avevo paura di aver sbagliato a scegliere il mio percorso. Ogni tanto ce l’ho ancora, però mi rassereno quando penso che a trent’anni ci si arriva ugualmente e che tanto vale arrivarci facendo quello piace davvero.
- Come nasce la tua collaborazione con Stazione Musica Records?
Ho conosciuto Giordano Tricamo ormai qualche anno fa. Gli ho fatto sentire dei brani, gli sono piaciuti e mi ha dato la fiducia di avviare questa collaborazione. Gliene sono molto grata.
- Ti è capitato di dividere il palco con nomi del calibro di Giovanni Truppi. Ci racconti com’è andata?
Molto bene! Conservo dei cari ricordi di quella serata: dai preparativi all’esibizione, fino ai saluti. Sento di aver imparato molto anche se si è trattato di una sola volta perché è stato proprio un incontro con una bellezza trasformativa.
- Come nasce un brano di Leanò? Hai un metodo?
Capita di scrivermi delle frasi su un taccuino o nelle note del telefono. Quando improvviso con la chitarra le ripesco e metto giù una prima stesura. Dopo qualche giorno riascolto quello che ho scritto e cerco di scavare più a fondo in quello che voglio dire, cercando parole più immediate oppure delle metafore che rendono l’idea di quello che voglio raccontare.
- Programmi per il resto del 2022?
Nuovi brani pronti per essere sfornati e concerti! (Ma ancora no spoiler).

