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Costituito l'Ordine di Sant'Antonio - Monaci Antoniani

Padre Elia di Reggio Calabria impegnato negli Aiuti Umanitari per la popolazione ucraina.

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Si è costituito all’interno della Chiesa Ortodossa Italiana l’Ordine di Sant’Antonio (Ordo Sancti Antonii) – Monaci Antoniani, Congregazione religiosa di monaci, chierici e laici che hanno deciso liberamente di vivere in preghiera ed obbedienza protesi ad annunziare agli uomini il vangelo di Gesù Cristo. I confratelli dell’Ordine, che si rifà alla spiritualità di Sant’Antonio il Grande (noto anche come Sant’Antonio Abate) perseguono finalità ospitaliere ed ospedaliere, nonché d’interesse sociale, socio-assistenziale, culturale e di apostolato cristiano.      

Il Priorato Generale dell’Ordine è stato posto a Torino, in via Capponi n. 18 e il Vice Priorato per il Centro-Sud ed Isole a Reggio Calabria.

L’Ordine collabora con le strutture ecclesiastiche della Chiesa Ortodossa Italiana, con l’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita, l’Opera Ortodossa Mensa dei Poveri, e altre associazioni ecclesiali nella promozione della carità cristiana.

La sede del Priorato Generale dell’Ordine, che  prende il nome di Abbazia Sant’Antonio è a Torino in via Capponi n. 18,  ed è retta dal Magnus Magister o Priore Generale.

L’Ordine, che è stato costituito con Delibera del Santo Sinodo – prot. n. 187 del 15 dicembre 2021, ha già iniziato ad  organizzare le Precettorie ed Eremi dei vari monaci e ieromonaci della Chiesa in una Regola monastica ben definita. Priore Generale dell’Ordine è stato nominato  mons. Maximus Taurinorum (al secolo Massimo Giusio)  e vice padre Elia da Reggio Calabria (al secolo Vittorio Favazzo – nella foto accanto)

La Precettoria antoniana di Reggio Calabria, diretta dallo ieromonaco Padre Elia, si è distinta nella collaborazione con tutta la comunità ortodossa di Reggio Calabria e, in particolare con padre Daniele Castrizio, parroco della Chiesa Ortodossa di San Paolo dei Greci,  nella raccolta di aiuti umanitari per la martoriata popolazione ucraina, dimostrando ancora una volta l’impegno della Chiesa Ortodossa Italiana per la pace e contro una guerra fratricida tra popoli che hanno in comune la medesima fede ortodossa, nonché secoli di storia.  

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