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Sport, salute e sostenibilità. Confimea promuove la nuova cultura d’impresa

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Comunicato Stampa
Sport, salute e sostenibilità. Confimea promuove la nuova cultura d’impresa

Roma. Il Salone d'Onore del CONI ha ospitato questa mattina i lavori del convegno “Sport, Salute e Sostenibilità per una nuova cultura d’impresa” organizzato dal polo associativo datoriale delle piccole e medie imprese italiane Confimea.
Tra i punti all’ordine del giorno, il PNRR, la rivoluzione verde e la transizione ecologica: esperti, politici e professionisti hanno posto le basi per un nuovo modo di fare impresa, nel rispetto dell’ambiente e della persona.
Ad aprire i lavori il presidente del CONI Giovanni Malagò, che, omaggiato di una targa per i recenti successi olimpici dal Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha spiegato come il tema della sostenibilità sia legato a doppio filo con il concetto della tutela dell’ambiente e, a partire dagli ultimi anni, anche alla dimensione economica e sociale. “Adottare una strategia che tenga conto dei valori ambientali si sta rivelando una scelta vincente anche per le aziende”.
“La centralità dello sport che si è associato, nell’agenda 2020, al benessere, si intreccia oggi alla dottrina universale della sostenibilità. Il mondo dello sport ha il diritto ma soprattutto il dovere di trasmettere ciò, soprattutto alle nuove generazioni che sono pronte e consapevoli”.
Dei valori promossi dallo sport si è occupato il sottosegretario di Stato del Ministero della Salute Costa, facendo riferimento agli esiti positivi derivanti dal nuovo concetto di “benessere” e relativi alla prevenzione in medicina. “Siamo in una nuova fase e ognuno deve fare la sua parte. È particolarmente importante che il mondo delle imprese ponga al centro del dibattito temi importanti come la sostenibilità, la salute e anche l'attività sportiva” – ha detto. “L’obiettivo comune è migliorare la qualità della vita di chi lavora”.
Il presidente di Confimea Imprese Roberto Nardella ha illustrato il progetto, nato dall’occasione storica fornita dal Pnrr, ''Una nuova cultura d'impresa. Salute e sostenibilità'', che si propone di guidare l’imprenditore attraverso un percorso di sviluppo della sostenibilità, della digitalizzazione dei Sistema di Sicurezza, e della gestione del rischio d’impresa. “Anche la piccola impresa può avere la sua sinergia sul mercato, in questo consiste il cambiamento - ha spiegato Nardella.
“La nuova cultura d’impresa mette la persona al centro. I sistemi di sicurezza sul lavoro sono un valore aggiunto”. “Confimea porta la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, che equivale a portarle a tutta la comunità. Per questo deve essere valutata come un investimento”.
“Parlare del progetto di nuova cultura d'impresa significa cambiare il passo alle imprese. Noi creeremo delle situazioni importanti con le aziende, parleremo con loro per far capire che l’impresa oggi deve essere cambiata nel rispetto dell'ambiente, dei piani del PNRR e dell'Europa. Dobbiamo abbassare per forza il CO2 e dobbiamo cambiare il passo anche all'interno dell'impresa. L’impresa non è assestante dalla comunità, deve pensare alla comunità e creare etica. Creare dei bilanci sociali non soltanto economici, cercare di portare assolutamente un cambio. Noi crediamo che questo sia il futuro, la prossima agenda 2030. Quindi abbiamo assolutamente bisogno di cambiare. Oggi presentiamo questo nuova cultura di impresa: salute e sostenibilità, mettendo al centro la persona. La persona è importante per il venditore, non può fare a meno del capitale umano e per cui diventa una situazione di binomio e questo binomio fra imprenditori e capitale umano diventa un successo nel momento in cui c’è energia e interconnessione. Faremo capire che l'impresa oggi sostiene il concetto della sostenibilità per arrivare ad avere un vantaggio anche sociale, e chiaramente il capitale umano deve essere in accordo con il creditore, e lo sarà sicuramente. Quindi noi puntiamo un cambio di passo”.
L’impresa è parte della comunità in cui vive, generando valore non solo economico. “Nell’ottica di un cambiamento culturale epocale – ha concluso Nardella - l’imprenditore crea armonia tra vantaggio economico ed etico: questo è il futuro che vuole Confimea”.
“Il progetto confederale che si chiama “Una nuova Cultura D’Impresa” è rivolto alle imprese che vogliono cambiare il modo di pensare e di operare” – ha completato il quadro del progetto Silvia Mei, direttore generale di Confimea. “Fare una nuova cultura d'impresa è un concetto completamente diverso dal fare impresa, perché fare impresa è rivolgere lo sguardo a breve termine e al profitto. Al contrario nella nuova cultura d’impresa l’imprenditore andrà verso una nuova sostenibilità e avrà progetti che gli consentiranno di operare a lungo termine”.
Nel solco di quanto fino ad ora sostenuto, il Presidente di CNIFP Ruggero Alcanterini ha richiamato il ricordo di Adriano Olivetti, imprenditore, innovatore sociale e precursore dell’urbanistica, il cui progetto di riforma sociale in senso comunitario, articolato attorno all’identità tra progresso materiale, efficienza tecnica ed etica della responsabilità, è oggi uno tra i modelli più attuali e avanzati di sostenibilità.
L’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’osservatorio Nazionale Amianto, ha aperto il panel affidato ai parlamentari e alla politica della tavola rotonda “Sport, Salute, Ambiente, per una Nuova Cultura d’impresa”. Per Bonanni “sull’amianto e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro non deve esserci colore politico, bisogna superare le barriere e gli steccati ideologici. Le Istituzioni devono trovare soluzioni tecnico-normative consistenti”. “Il problema dell’amianto e del disastro ambientale non si può risolvere imponendo alle vittime di combattere e tutelarsi, facendo causa allo Stato per far valere i propri diritti – ha concluso - ci sono storture verso le quali dobbiamo ribellarci rivolgendoci alla politica”.
“La responsabilità ambientale tocca trasversalmente tutti i temi legati allo sport e alla salute” ha detto Vito Cozzoli, Presidente e amministratore delegato di Sport e Salute S.p.A.  “Le risorse del Pnrr per la sostenibilità ambientale possono mutare il volto del nostro paese, ma c’è ancora molta strada da fare. Il settore del lavoro sportivo merita interventi normativi: troppi lavoratori sono rimasti scoperti in termini di tutele e garanzie”.
“Il Pnrr va nella direzione della capillarità, a sostegno di una riforma del sistema salute. L’impresa deve essere innovativa e stare al passo con i progetti futuri. Confimea saprà stare al fianco del Governo in questa nuova avventura”. Così si è espresso l’On Durigon intervenendo ai lavori del congresso.
L’On. Carè ha relazionato invece sulla sostenibilità delle piccole e medie imprese italiane nella visione estera. “Essere sostenibili e ridurre le emissioni di CO2 e di tutti i materiali nocivi, dà la possibilità non solo ai lavoratori dipendenti di vivere meglio sui luoghi di lavoro, ma anche a tutti i cittadini del circondario di non risentirne. E alle aziende permette di creare un progetto duraturo, eticamente avanti rispetto ad altre attività. “Il progetto di Confimea - ha continuato Carè - consente ai nostri figli di avere un futuro, e alle imprese di entrare in un sistema etico ben preciso del ‘fare azienda’ e della salvaguardia delle proprie spese”.
“Il Pnrr è l’occasione per far correre le idee e renderle concrete” ha detto nel corso del suo intervento l’On. Cosimo Maria Ferri. “Ci permette di ridare fiducia alle imprese. Bisogna sapere gestire e spendere questi soldi però, e per farlo occorre l’impresa. L’impresa deve essere coinvolta nei bandi, con meno burocrazia e più semplificazione”.
L’idea di associare imprese e sostenibilità ha dato vita alla firma del Protocollo d’intesa, in chiusura del Congresso, siglato dal presidente di Confimea Roberto Nardella e dal segretario generale di COISP, Sindacato indipendente delle forze di Polizia, Domenico Pianese, che “ha accolto con slancio questa sinergia”.
 

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