I mesi del coprifuoco fissato prima della mezzanotte e delle restrizioni forzate sono finalmente lontani: dopo un anno e mezzo di call, incontri virtuali e conferenze a distanza, per i lavoratori italiani è arrivato il momento di tornare in ufficio.
Mentre per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo della presenza è scattato dal 15 ottobre, nel settore privato le aziende inizieranno a popolarsi (in maniera sempre più consistente) a partire dalle prossime settimane, seppur la questione Green Pass continui a tenere banco.
In questo articolo, vedremo 3 buoni modi per garantire un ritorno ottimale in presenza ai propri dipendenti:
- Prevedere la sanificazione periodica degli split
- Rispettare le norme anti Covid-19
- Rivedere il piano organizzativo dello Smart Working
Prevedere la sanificazione periodica degli split
Molti aspetti già importanti prima del Covid-19, negli ultimi mesi sono diventati addirittura fondamentali. Come la pulizia e la sanificazione degli split, da considerarsi una delle operazioni più efficaci per contrastare la diffusione degli agenti patogeni, diminuire il rischio di contagio e, appunto, rassicurare i dipendenti.
La sanificazione del sistema split di Sarci consente di migliorare il comfort climatico dei locali in cui i lavoratori vivono la propria quotidianità, attraverso l’eliminazione della polvere, delle impurità e degli agenti inquinanti che possono accumularsi nel tempo sui climatizzatori.
Ma non solo. L’operazione, da non intendere una tantum ma periodica, si estende anche ai filtri, alle bocchette di ripresa dell’aria e alle canalizzazioni, in cui possono annidarsi batteri che potrebbero nuocere la salute delle persone.
Rispettare le norme anti Covid-19
Nonostante il peggio sia ormai alle spalle, nelle proprie sedi i titolari devono garantire ai dipendenti la massima sicurezza rispettando tutte le norme anti Covid-19 previste dalla legge. A partire dalla richiesta di esibizione del Green Pass, attraverso cui il lavoratore certifica il completamento del ciclo vaccinale, l’esito negativo del tampone antigenico o molecolare o la guarigione dalla malattia negli ultimi 6 mesi.
Rimangono valide le norme inerenti alla distanza interpersonale di almeno un metro come misura di contenimento degli spazi condivisi, all’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie aeree, alla comunicazione in tempi consoni di contatti con positivi e alla sanificazione costante delle mani mediante specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.
Rivedere il piano organizzativo dello Smart Working
I passi avanti compiuti nell’ultimo anno e mezzo non si dovranno perdere, soprattutto dal punto di vista della cultura lavorativa. Un modo efficace per tutelare il benessere dei propri lavorati è continuare a prevedere il modello ibrido, con l’alternanza di giorni in presenza e di giorni da remoto.
Al netto di problematiche legate al senso di solitudine provate nei primi mesi, infatti, lo Smart Working garantisce un miglioramento del benessere del lavoratore e, al tempo stesso, assicura livelli di produttività molto alti. Come affermato a Today da Alessandra Gangai, ricercatrice dell'Osservatorio del Politecnico di Milano “i lavoratori sono molto soddisfatti, ed è stato accertato un incremento di produttività. Va ripensato in modo intelligente il modo di lavorare, che non vuol dire lavorare da casa ma pensare a un modello ibrido e flessibile. In questo modo le persone si sentono motivate e stimolate perché gli vengono date responsabilità, si risparmiano tempi e costi e si ha anche un riscontro sull’ambiente”.

