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Grande successo per il progetto "Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione"

Un progetto sostenuto dalla Onlus Enel Cuore e realizzato dalla Onlus ReTe per il sociale

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Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, il 7-10% dei bambini e il 10-16% degli adolescenti sono esposti al rischio di problemi psichiatrici. Sono 113 milioni i giovani che soffrono di disturbi del comportamento. I disturbi del comportamento ad esordio precoce (dai 3 agli 8 anni), compresi il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo oppositivo provocatorio e il disturbo della condotta, se non diagnosticati e seguiti da specialisti, possono portare a gravi conseguenze. In particolare, alla delinquenza nell’adolescenza, a comportamenti antisociali in età adulta, all’abuso di alcol, all’uso di sostanze stupefacenti, allo scarso rendimento scolastico, all'instabilità occupazionale e all'insorgenza di malattie croniche. Per consentire agli insegnanti di identificare precocemente i disturbi del comportamento e permettere ai genitori lo sviluppo di strategie per la gestione dei comportamenti disfunzionali dei figli ed il miglioramento delle proprie capacità genitoriali, è stato lanciato il progetto "Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione" sostenuto dalla Onlus Enel Cuore e realizzato dalla Onlus ReTe per il sociale.

Da sempre, ReTe per il sociale fa della solidarietà la propria mission: nasce infatti dalla volontà di sostenere bambini e ragazzi con problemi cognitivi ed emotivi proponendo attività sociali di inclusione e di integrazione. Enel Cuore sostiene le iniziative promosse dalle organizzazioni no profit che si occupano del benessere della persona e della famiglia, in particolare nella comunità in cui Enel è presente. Dal 2003 fino ad oggi, sono nati oltre seicento progetti in Italia e nei Paesi in cui Enel opera. Il progetto "Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione", conclusosi nel mese di giugno, ha coinvolto dieci istituti scolastici delle regioni del Centro e del Sud Italia: Abruzzo, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Il progetto ha favorito l'intervento sui disturbi del comportamento nei bambini della scuola primaria operando su tre livelli: insegnanti, genitori, bambini. Nello specifico, con gli insegnanti è stato organizzato un corso di formazione di sedici ore (otto teoriche e otto di esercitazioni pratiche); con i genitori sono stati promossi tre incontri educativi di due ore ciascuno; con i bambini sono state effettuate delle osservazioni in classe.

Al termine del progetto, ben 152 insegnanti hanno acquisito gli strumenti per identificare precocemente i bambini con difficoltà comportamentali, hanno sviluppato strategie per utilizzare sistemi efficaci per la gestione dei comportamenti negativi e per rinforzare i comportamenti positivi e la collaborazione dell'alunno/a. Con 85 genitori è stata puntata l’attenzione sui comportamenti positivi dei/delle figli/e, per incentivarne la frequenza, e sui comportamenti negativi, per interrompere i circoli viziosi che mantengono e rafforzano il problema. Il progetto ha coinvolto i bambini di 26 classi in cui sono state individuate situazioni-problema in vivo ed è stato assicurato un supporto concreto agli insegnanti e ai genitori per gestirle con strategie specifiche.

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