L'ex assessore del Comune di Brindisi, Raffaele Iaia, è stato condannato alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di tentata concussione, trattamento illecito di dati personali, porto e detenzione abusivi di un’arma e delle relative munizioni. La sentenza è stata emessa nella giornata di ieri (lunedì 5 luglio) dal collegio giudicante presieduto dal giudice Simone Orazio. Il processo penale vedeva imputata anche la sorella di Iaia, che è stata invece assolta da ogni accusa, in quanto sarebbe totalmente estranea ai fatti contestati. Alcune accuse a carico degli indagati sono state prescritte. Nei confronti di Iaia la pena è stata aumentata, in quanto il pm Francesco Carluccio aveva chiesto per lui una condanna pari a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Tutto cominciò allorquando una imprenditrice brindisina, Francesca Giglio, denunciò all'autorità giudiziaria alcune pressioni che lo Iaia avrebbe esercitato su di lei affinchè affidasse alla ditta Ipi il servizio di vigilanza di un evento in occasione del Natale 2013. La Ipi sarebbe stata gestita dallo stesso Raffaele Iaia.
All'epoca le indagini furono condotte dai poliziotti della Digos, coordinati dal pubblico ministero Milto Stefano De Nozza. L'ex assessore ha sempre dichiarato la sua estraneità ai fatti. Per la magistratura, Iaia fino al dicembre del 2013 ha esercitato attività non autorizzata di investigazione e ricerca di informazioni per conto di privati. Riguardo ad alcune di queste contestazioni, Iaia ha ottenuto il proscioglimento per prescrizione. Per altre, invece, è arrivata l’assoluzione. Nel corso di una perquisizione presso la sua abitazione, l'ex assessore venne trovato in possesso di una Beretta calibro 9 e di 100 cartucce, per questo deve rispondere anche di detenzione abusiva di un'arma da fuoco. Sebbene la Beretta fosse regolarmente stata rilasciata con un regolare porto d'armi, si scoprì che c'era però una dichiarazione mendace dell'indagato circa la data di nascita.

