La misera condizione in cui versano i Cimiteri romani è stata oggetto di grandi polemiche nel corso degli ultimi mesi. La situazione di degrado, grave ormai da molti anni, è rimbalzata nei social dopo il post di accusa del deputato Andrea Romano che dopo due mesi dalla perdita di suo figlio, si vedeva negata anche la possibilità di seppellirlo. La gravissima situazione, peggiorata dall’epidemia da Covid-19, ha costretto migliaia di romani ad attendere mesi per seppellire i propri familiari, con migliaia di bare in attesa di sepoltura.
Alle accuse presentate contro la municipalizzata, l’amministratore Unico Stefano Zaghis passa al contrattacco puntando il dito contro l’amministrazione romana che negli anni avrebbe dimenticato completamente il settore causando i gravi disservizi che oggi sono diventati così evidenti.
Un’emergenza dimenticata
Il sistema dei cimiteri capitolini è da anni nel caos, come denunciano in tanti i titolari di agenzie di onoranze funebri Roma, è non è stato in grado di affrontare la gravissima situazione causata dalla pandemia in corso. Il personale, dichiara l’Amministratore Zaghis, è stato ridotto di più di 100 unità dal 1998 ad oggi e l’assenza dei necessari interventi strutturali per estendere i cimiteri e costruire nuove linee crematorie, ha reso la situazione davvero drammatica con depositi pieni di cofani e gravi ritardi sia nelle tumulazioni che nelle cremazioni.
La situazione, dichiarano gli operatori del settore, era già pesante da molti anni, e il Covid ha solo reso insostenibile un sistema già malato da anni con tantissime problematiche per svolgere un lavoro che anni fa era concepito allo scopo di rendere onore al defunto e oggi viene ritenuto una mera necessità .
Stefano Zaghis sottolinea che da anni i fondi per gli investimenti nei cimiteri romani sarebbero pari a zero, ma presenta un piano pluriennale di 55 milioni di Euro fino al 2024 che consentirà sia di ristrutturare l’esistente, che di costruire nuove strutture, soprattutto per la cremazione, una scelta che sempre più famiglie romane fanno per la sepoltura dei propri cari. L’amministratore ha presentato le sue scuse personali e quelle dell’azienda che rappresenta a tutte le famiglie che sono state costrette a subire i gravi disservizi creati dai rallentamenti dipendenti dalle scarse risorse disponibili.
Le scuse, assolutamente dovute, sia della Sindaca Raggi che dell’Amministratore di Ama non bastano a placare le accuse dei promotori di una class action a tutela delle famiglie romane. Il presidente dell’Assotutela arriva a chiedere le dimissioni di Zaghis.
Una vicenda che ancora rimane in sospeso in attesa di ulteriori sviluppi che portino finalmente l’ordine nei cimiteri romani.

