Reporter Senza Frontiere: il giornalismo è ostacolato in 130 Paesi

pubblicato il 20/04/2021 in Attualità da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

Reporter Senza Frontiere (RSF) stila il suo rapporto annuale, ha analizzato 130 Paesi, ed è venuto fuori che in quasi tutte le nazioni il giornalismo è ancora ostacolato, affermando che urgerebbe un "Principale vaccino contro la disinformazione". Rispetto all'anno scorso, solo 12 Paesi su 180, ovvero il 7%, contro l'8% del 2020, mostrano una "buona situazione". Secondo RSF, la "zona bianca" "non è mai stata così ristretta dal 2013". Anche la pandemia ci ha messo il suo, e ha alimentato e aumentato la "censura" nei Paesi più 'imbavagliati' come l'Arabia Saudita (al 170/o posto) o la Siria (173/a), secondo l'ong, ha "provocato un enorme blocco degli accessi alle fonti per i giornalisti, solo in parte giustificato da precauzioni sanitarie". La Norvegia rimane al primo posto per il quinto anno consecutivo davanti a Finlandia e Svezia, che torna terza a scapito della Danimarca (4/a, -1). La Germania esce dalla 'zona bianca' (13/a, -2) "perché decine di giornalisti sono stati attaccati da manifestanti vicini a movimenti estremisti e cospiratori durante le manifestazioni contro le restrizioni anti Covid". Nel complesso, l'Europa rimane il continente più sicuro, ma sono aumentate vertiginosamente, secondo Rsf, le aggressioni e gli arresti abusivi, soprattutto in Francia (34/a) durante le manifestazioni contro il disegno di legge "sicurezza globale". L' Italia rimane al 41/o posto. Per gli Stati Uniti, la situazione rimane "piuttosto buona" essendo 44/a, +1 rispetto allo scorso anno "anche se l'ultimo anno di mandato di Donald Trump è stato caratterizzato da un numero record di aggressioni (quasi 400) e arresti di giornalisti (130). Vede l'ingresso in "zona rossa" il Brasile, "dove il presidente Bolsonaro ha fatto del dileggio ai giornalisti il suo tratto distintivo" e anche la Russia è stabile (150/a, -1) che si è adoperata per "limitare la copertura delle manifestazioni dei sostenitori di Alexeï Navalny". Infine, anche se l'Africa rimane il continente più violento per i giornalisti, ha registrato qualche miglioramento in Burundi (147 /o, +13), Sierra Leone (75/o, +10) e Mali (99/o, +9). (Foto e fonte Ansa)

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