Sahara: Movimento per la Pace festeggia suo primo anno

MSP sfida Polisario nella rappresentanza della popolazione marocchina sahrawi nei campi di Tindouf in Algeria, aprendo la possibilità di dialogo che permetterebbe il ritorno in patria per vivere in pace e autonomia

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 16/04/2021 in Attualità da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Movimento Saharawi per la Pace

L'organizzazione politica "Il Movimento Saharawi per la Pace" si consolida dopo un anno di vita come alternativa per superare la stagnazione nel conflitto artificiale sul Sahara. 

Il 22 aprile 2020 è stata creata a Madrid questa nuova formazione politica per sfidare il gruppo Polisario nella rappresentanza della popolazione marocchina di origine saharawi nei campi di Tindouf in Algeria, aprendo la possibilità di nuove istanze di dialogo che permetterebbero al ritorno di queste persone in patria in modo da vivere in regime di autonomia, lasciando le condizioni disumane dei campi di Tindouf, in Algeria. 

Un centinaio di politici e combattenti per i diritti umani di origine saharawi hanno formato una nucleo chiamato "Movimento Saharawi per la pace" (MSP) come esempio per superare l'esperienza negativa del gruppo Polisario. 

Le origini del movimento risalgono all'anno 2017, quando un gruppo di quadri del gruppo  Polisario creò "l'Iniziativa Saharawi per il Cambiamento" Saharawi Initiative for Change (ISC) presentandosi come una corrente "moderata, riformista e rinnovatrice" chiedendo di essere riconosciuta come fazione interna di quell'organizzazione separatista con l'obiettivo di "arricchire il dibattito interno e impedirne la falsa chiusura", denunciando "abusi di potere" e "strategie erronee" dell'attuale leadership. 

Nel giugno 2019, la prima assemblea si è tenuta a San Sebastián, in Spagna, e nel manifesto approvato dall'ISC ha avvertito della "mancanza di meccanismi democratici credibili in grado di incanalare le critiche" nel Polisario, "il deterioramento dei servizi sociali nel campi", la mancanza di aspettative dei giovani che costituiscono il 60 per cento della popolazione e la crescita della corruzione e del tribalismo". 

Il 17 giugno di quell'anno, Mulay Abba Buzeid è stata arrestato nei campi di Tindouf dopo una manifestazione davanti agli uffici dell'UNHCR a Rabuni, capitale amministrativa dei campi algerini, per chiedere libertà di espressione e movimento della popolazione. Il giorno dopo, Mohamed Fadel Breica, un saharawi con passaporto e nazionalità spagnola, è stato arrestato. Entrambi i detenuti erano coordinatori nei campi dell'ISC, le accuse contro gli attivisti erano dovute alle critiche mosse sui social nei confronti della corruzione dei vertici del Fronte. Dopo il XV Congresso del Fronte Polisario, tenutosi nel dicembre 2019, era evidente ai dissidenti che era impossibile democratizzare dall'interno, motivo per cui è iniziato un processo di riflessione e dibattito che ha portato a la costruzione del Movimento Saharawi per la Pace. 

 

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