Io Apro: ieri la manifestazione a Napoli

pubblicato il 30/03/2021 in Attualità da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

"Il 7 aprile apriremo, in Campania e in tutta Italia, anche se ci sono dpcm che lo vietano. Non vogliamo più ristori-elemosina ma ritrovare la dignità di chi lavora in sicurezza e non porta il contagio". Ha dichiarato Momi El Hawi, ristoratore di Firenze e fondatore di #ioapro che ha portato la protesta anche a Napoli, dopo la tappa di Milano, il movimento vuole aprire dal 7 aprile ristoranti, palestre e tante altre attività chiuse da, purtroppo, oltre un anno, eccezion fatta per le aperture a singhiozzo della scorsa estate.

Oggi "Io apro" ha manifestato a Piazza Municipio con alcune centinaia di imprenditori di locali pubblici chiusi.

Dopo la protesta in piazza i manifestanti si sono spostati in via Acton, bloccando il traffico. "Il 7 aprile apriamo tutte le attività: non solo i ristoranti ma anche estetiste, piscine, palestre, ambulanti, cinema, teatri. Oggi siamo a Napoli, giovedì a Palermo, sabato a Bologna e poi a Roma il 6, dove tutta Italia verrà a dare il benservito ai nostri governanti che se ne fregano e ci schiacciano. Siamo imprenditori, autonomi, partite Iva e liberi professionisti e apriremo tutti insieme con o senza l'accordo del governo. Abbiamo in questi mesi parlato con tanti rappresentanti delle istituzioni ma nessuno ha mantenuto quello che ci ha detto, ci sono alcuni che cavalcano "Io apro" e poi ci buttano via. Siamo professionisti e quindi il 7 faremo da soli un atto umano che loro non hanno il coraggio di fare".

Spiega ancora El Hawi. Presente in piazza anche Biagio Passero, manager del settore ristorazione, nato a Pomigliano e cresciuto in Emilia dove si è traferito a 16 anni: "Il 7 aprile riapriremo per riacquistare dignità, lavorare in sicurezza con mascherine, gel e distanziamento. Non capiamo perché lo Stato si è accanito contro un settore che non è quello che incuba il virus. In tutta Italia ci sono ordini di take away ad esempio di 30-40 pizze, questo significa che si trasferisce il locale in un appartamento e si ha il virus incontrollato, perchè a casa mascherine, gel, distanziamento non esistono.

Noi vogliamo aprire in sicurezza e riacquistare dignità. Io amo Napoli ma dai ristoratori napoletani non ho visto ancora una risposta forte, vorrei far capire loro che non bisogna solo lamentarsi ma agire". Dice Passero. (Foto Ansa)

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