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Fabrizio Corona torna in carcere

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Fabrizio Corona torna in carcere. Lo hanno deciso i giudici della Sorveglianza di Milano che lo scorso lunedì 8 marzo si erano riservati nei confronti dell'ex fotografo dei vip, fino a ieri ai domiciliari. A chiedere la revoca dei domiciliari è stato il pg di Milano Antonio Lamanna. La notizia rimbalza tra TV e SOCIAL, la richiesta del ritorno dietro le sbarre era stata formulata dal pg Antonio Lamanna, rappresentante dell'accusa, e dal suo giudice 'naturale' Marina Crosti che aveva proposto la revoca del "differimento pena" per una serie di violazioni delle prescrizioni da parte di Corona. Nell'ultima udienza, il pg Lamanna aveva sostenuto, in sintesi, che Fabrizio Corona doveva tornare in carcere perché fa tutto tranne che curarsi.

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 5 anni di reclusione per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali nei confronti del fotografo Fabrizio Corona, reati commessi ai danni del calciatore David Trezeguet.

Prima dell’udienza dinanzi alla Suprema Corte era stato raggiunto un accordo transattivo con la parte civile Trezeguet. Tale accordo non poteva comunque essere valutato dalla Cassazione, che esamina esclusivamente i profili di legittimità della sentenza di appello. 

In ogni caso, anche in sede di appello l’accordo non avrebbe potuto comportare l’estinzione del reato a lui contestato (perseguibile di ufficio) ma al più la concessione di un’attenuante e la revoca delle statuizioni civili.

Vi sono stati momenti di tensione sotto casa di Corona, nel momento in cui la polizia è andata a prelevarlo. Le scene sono state riprese nelle stories Instagram da qualcuno che ha in mano le credenziali del suo profilo ufficiale. Sul suo profilo social, che conta oltre un milione di follower e – come ricorda la bio – è gestito dallo staff, appaiono pure i filmati dell’abbraccio con la madre e di una lite con alcuni agenti, prima appunto del rientro in cella. «Quello che mi hanno fatto i magistrati è la più grande ingiustizia dal punto di vista giuridico in Europa. Sono pronto a togliermi la vita», ha ripetuto Corona.

Versione confermata dal suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa: «Appena gli ho comunicato la notizia, si è ferito ai polsi». 

In alcune immagini presenti sul web, appare con il volto insanguinato, ma come spiegato poi, era semplicemente sporco e non ferito come si pensava in un primo momento. In altri video, si vede l’ex ‘fotografo dei vip’ urlare contro gli agenti e gridare ad un funzionario di polizia: “Chi ha il mio cellulare?". Di fianco, l’avvocato Ivano Chiesa insieme ad altre persone che cercano di calmarlo. In un secondo video, ormai ammanettato, l’ex re dei paparazzi si getta a terra, rifiutando di alzarsi. In sottofondo si sente la madre urlare “le manette, le manette”. Oltre agli agenti anche i sanitari del 118 che tentano di visitarlo per poi caricarlo in ambulanza.

La decisione dei giudici è arrivata dopo che lo scorso lunedì proprio il sostituto procuratore generale di Milano, Antonio La Manna, aveva chiesto che Corona lasciasse i domiciliari e tornasse in cella, girando al tribunale di sorveglianza la richiesta di sospensione del differimento della pena.

L'ex fotografo, secondo la procura, avrebbe violato alcune delle prescrizioni impartite dal Tribunale, utilizzando i social network e partecipando a programmi tv,  collezionando - tra l'altro - denunce per diffamazioni e minacce. 

All'udienza, a porte chiuse, aveva partecipato anche Corona, che sempre su Instagram aveva chiesto scusa alcune ore prima di presentarsi davanti ai giudici. "Mi dispiace se ho sbagliato, come dite voi ho commesso gravi violazioni", aveva scritto. 

L'imprenditore aveva messo online due pagine di appunti scritti a mano nei quali si era definito "un essere umano, non un criminale". La richiesta era quella di evitargli il "ritorno all’inferno" del carcere. "Non sono e non sarò più quello di prima. E poi sono vecchio", aveva scritto. "Durante la notte ho i flashback come i reduci dal Vietnam" ripensando "agli anni di galera", aveva continuato. "Da 15 anni - l'appello di Corona - non ho commesso più un reato, a parte una condanna di 6 mesi per reati fiscali". "Sarebbe un sacrilegio rimandare Fabrizio in carcere", aveva detto l'avvocato Ivano Chiesa. 

Fabrizio Corona, dovrà quindi scontare in cella un residuo di pena che terminerà a settembre 2024. 

Nel calcolo sono inclusi i nove mesi già scontati dall'ex fotografo in regime di affidamento terapeutico: il Tribunale di sorveglianza, lo scorso ottobre, ha infatti stabilito che devono essere nuovamente scontati a causa delle numerose violazioni delle regole previste dal regime speciale e sui quali si pronuncerà la Suprema Corte di Cassazione. 

Nel caso in cui i giudici dovessero cassare la decisione del Tribunale di Sorveglianza, Corona dovrà scontare una pena residua di un anno e nove mesi.

Quello che simpatizzanti e non del "re dei paparazzi" si chiedono, è come mai ci sia tanto accanimento verso di lui, dal momento che in Italia ci sono persone che hanno commesso reati ben più gravi e sono ad oggi a piede libero. 

È vero sì che ha sbagliato ed è giusto che sconti la sua pena, ma la domanda che l'Italia si pone, leggendo vari commenti sui social è la seguente: SE SI COMMETTE UN REATO È GIUSTO CHE LA LEGGE VENGA APPLICATA, MA LA LEGGE DEV'ESSERE UGUALE PER TUTTI E QUINDI SE A CORONA PER DUE FOTO E UN ESTORSIONE DA € 25.000 GLI HANNO DATO 5 ANNI DI CARCERE, PERCHÉ CI SONO ASSASSINI O GRANDI IMPRENDITORI CHE PER REATI BEN PIÙ GRAVI, SONO A PIEDE LIBERO?

Ma noi non siamo nè Giudici nè Avvocati e in questa Italia che va a rotoli, dobbiamo solo accontentarci di assistere a un triste spettacolo, senza poter replicare, a un video con una mamma in lacrime, che vede portare via suo figlio, come il più brutale degli assassini, ammanettato in terra, come il peggiore dei criminali.

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