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"Paesaggi tuturanesi": tra masseria Specchia, Serrazze e Punta della Specchia

Viaggio tra storia moderna e archeologia lì dove un tempo sorgevano le specchie, grandi opere che dovevano servire per difendere il territorio. Alla scoperta del vero toponimo di Tuturano.

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LA MASSERIA SPECCHIA DI TUTURANO

Ed eccoci qua, pronti come sempre per un'altra puntata di “Paesaggi tuturanesi”, la rubrica di Notizie Nazionali ormai diventata un appuntamento fisso settimanale nella quale facciamo scoprire tutte le bellezze di Tuturano, frazione del comune di Brindisi. Nata da una nostra idea, solo per scrivere qualche articolo sulla cittadina brindisina, la rubrica ha avuto e sta avendo un grande successo tra la popolazione, ma anche oltre. A proposito, vogliamo fare alcune precisazioni riguardo ad alcuni argomenti che sono stati discussi nei commenti ai nostri articoli. Nella puntata precedente abbiamo parlato di masseria Paticchi e del campo di prigionia PG85, e qualcuno ci ha fatto presente che al di sotto della masseria, ma anche nella zona dell'attuale campo sportivo comunale ci sarebbero dei tunnel sotterranei. Ebbene precisare che non si tratta di tunnel che vanno da una parte all'altra del paese, ma molto probabilmente, anzi cosa ancora più importante, si tratterebbe di rifugi anti aerei risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, che ormai sono ricoperti. Sarebbe molto bello scoprirli nuovamente. Come già detto in altre puntate della nostra rassegna, Tuturano era molto importante dal punto di vista militare, e si prestava ad essere difesa naturalmente, in quanto intorno alla cittadina, in tempi tra l'altro non molto lontani, c'era una grande foresta di querce da sughero, che forniva anche tantissimo materiale alla popolazione e risorse.                                                                                                                                                                                                                                                                                  

E con questo introduciamo proprio l'argomento di cui vogliamo parlarvi oggi. Un argomento che toccherà le origini della stessa Tuturano, che come si vedrà risalgono a tempi molto lontani. Bene, siamo pronti, possiamo metterci in viaggio. In un pomeriggio di inizio marzo prendiamo l'auto, cosa insolita nelle nostre spedizioni, che avvengono quasi sempre in mountain bike. A questo punto da largo Cairoli, lì dove c'è la bella fontanella di epoca fascista, imbocchiamo una via molto nota nel paese: via Specchia. Pochi si sono chiesti nel tempo il motivo perché questa arteria stradale si chiama così. Molti in paese ci hanno detto, “si è vero, è la via che porta alla masseria Specchia”. Quello che non si sa è che proprio il nome della masseria deriva da qualcosa di antico che probabilmente, ma il condizionale qui è d'obbligo, si sarebbe trovato da quelle parti. Prima di fare la puntata su masseria Specchia abbiamo messo mano sia agli strumenti informatici, che ai cartogrammi dell'Istituto Geografico Militare (IGM). Grazie ad una apposita piattaforma che il Ministero dell'Ambiente mette a disposizione di tutti online, il Geo Portale Nazionale, abbiamo cercato il posto sulla mappa, inserendo la località Tuturano. Con le foto satellitari abbiamo raggiunto il punto prescelto, inserendo sulla carta la voce toponimi. Ed ecco che quasi magicamente sul monitor sono comparsi tutti i nomi dei toponimi della zona. Prima di farvi conoscere da vicino la masseria, è bene analizzare il contesto in cui quest'ultima si viene a trovare. Andando poco più avanti dalla masseria, sempre vedendo le foto satellitari si notano due toponimi interessanti. A 500 metri dalla masseria c'è il toponimo Serrazze, mentre ad oltre un centinaio di metri a destra si nota il toponimo Punta della Specchia. A chi conosce la storia ed un minimo di archeologia questi toponimi già di per sé fanno balzare dalla sedia.

Ma dobbiamo fare un passo indietro. Quanti conoscono la vera etimologia del nome Tuturano? Ebbene, ve la spieghiamo qui. Il nome Tuturano, non deriva, come si crede in città, dalle parole “tutto grano”, che ricorda comunque la funzione agricola del territorio. Il toponimo “Tutorius”, secondo la toponomastica pugliese deriva dalla lingua messapica, e vuol dire “guardiano”, “protettore”. Il nome della cittadina possiede, come si può facilmente notare, il suffisso -ano. Ciò, come accade nella stragrande maggioranza dei paesi salentini, si rifà a possedimenti terreni che qui avevano grandi patrizi romani, o schiavi liberati che assunsero il nome del loro patronus. Quindi torniamo, come si può vedere da queste brevi righe, alla funzione difensiva che aveva la cittadina, e i toponimi intorno alla masseria Specchia, ci riportano proprio in epoca messapica. Interessante l'inizio del nome, “Tutur”, che potrebbe derivare dell'etimologia del dio messapico “Taotor”, invocato da questa antica popolazione per pratiche di guarigione. Che in zona non ci fosse un santuario o tempio molto importante dedicato a questa divinità messapica? Di “Taotor” si conosce ancora poco o nulla.

Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare delle cosiddette “specchie”, che sono sparse ancora in molte località rurale del Salento. Le specchie si presentano spesso come dei cumuli di pietre calcaree ammassate una sull'altra, tanto da formare una specie di collinetta. Non si tratta di mero spietramento del terreno, ma molte volte queste costruzioni risalgono ad epoca antichissime. Alcuni le fanno risalire ai messapi, altri invece al Medioevo, ma la loro datazione è discussa. Secondo il ricercatore francese Emile Bertaux, le specchie sarebbero state una specie di “nuraghi di Terra D'Otranto”, che poi nel tempo sarebbero crollate e sarebbero servite per la difesa del territorio. Spesso queste costruzioni, o fortificazioni, erano sparse intorno ad antichi centri abitati, come dimostra lo studio effettuato sul sistema di specchie che cingono l'antico abitato di Ceglie Messapica, sempre in provincia di Brindisi.

Ma è il toponimo Serrazze che ci svela la possibile ubicazione di insediamenti antichi in questa zona. Il nome Serrazze, che forse deriva dall'epoca longobarda, potrebbe indicare una specie di collinetta sopraelevata. Ci sono molti toponimi del genere nel Salento, particolare è infatti quello di Salve, dove addirittura si ha notizia che in zona “Serrazze” (a Salve), ci fosse addirittura un tempio pagano. Ad oggi nella suddetta località sita non lontano da Tuturano, in direzione ovest, ci sono terreni coltivati, ma è chiaro che una ricognizione archeologica potrebbe dare secondo noi interessanti risultati.

Particolare poi il toponimo Punta della Specchia, che si trova al limite di una triangolazione che interessa Serrazze e masseria Specchia. Pare quindi molto probabile che in questa zona ci fossero strutture difensive atte proprio a proteggere la stessa Tuturano, oppure qualche villaggio vicino. Siamo anche vicini, ed è bene sottolinearlo anche se presto ne parleremo ampiamente, vicino la masseria Uggio, dove un tempo sorgeva un'antica villa romana. E adesso siete curiosi veramente vero? Quindi adesso passiamo alla vera e propria descrizione della masseria e della sua storia.

 

LA MASSERIA

Da via Specchia imbocchiamo la vecchia strada utilizzata da tutti per andare al boschetto, lì dove si gira per il canale a sinistra e si arriva a parco Colemi. Procediamo dritti per qualche chilometro fino ad arrivare all'incrocio con la strada provinciale 80. Di fronte a noi troveremo un'altra stradina asfaltata e anche piuttosto rovinata, per cui la percorriamo fino ad arrivare ad un altro incrocio, che stavolta sbuca sulla provinciale 82. Proseguiamo sempre dritti, in quanto di fronte a noi c'è un'altra stradina stavolta sterrara. Stiamo entrando nel territorio della masseria Specchia. Da lontano già si notano i merli della torre, che si erge nel nucleo centrale dell'antico immobile.

La masseria attualmente è una delle poche abitate, per cui vicino al nucleo antico ci sono anche costruzioni moderne. Siamo accolti da un gruppo di mucche che danno al paesaggio un'aria davvero molto bucolica. Per ovvie ragioni di sicurezza, ma anche per non invadere la proprietà privata e attenerci anche alle regole anti Covid, ci fermiamo prima di arrivare alla masseria, ammirandola soltanto da “lontano”. La struttura si nota benissimo anche da qui. Il corpo della masseria si allunga davanti a noi facendoci vedere il corpo quadrato della torre, su cui c'è anche una piccola finestra. Come si può vedere, la torre si trova però alle spalle della costruzione “moderna” (che probabilmente ha inglobato antichi ambienti della masseria), per cui potrebbe essere sicuramente più antica, anche perché sulla sommità ci sono i caratteristi merli. Il fatto che la masseria sia molto antica è avvalorata anche dalla storia che ha questo luogo. Storia che ci riporta al brigantaggio post unitario. Dal settembre all'ottobre del 1862 molte masserie dell'agro brindisino, specie quelle dei proprietari che erano liberali e antiborbonici, vennero assaltate dai briganti che facevano razzie di beni di prima necessità, come foraggio e cavalli, ma anche di munizioni: spesso rubavano fucili e armi di vario tipo presenti nelle strutture, lasciando dei messaggi di riscatto ai proprietari.

Sorte che purtroppo toccò a masseria Specchia, dove i briganti arrivarono e saccheggiarono tutto, così come accadde anche a Cerrito e Angelini, sempre nel territorio di Tuturano. Il 30 ottobre del 1862 la Prefettura di Terra D'Otranto, emanando un editto, minacciò di chiudere tutte le masserie “che per la loro posizione topografica, o per l'indolo sospetto dei padroni e dei massari potessero servire di ricetto ai briganti”. Per alcune venne addirittura prescritto di diminuire le scorte di foraggio e cibo di varia di natura. Non fu un periodo molto roseo per la nostra storia, in quanto gli assalti alle masserie, specie a quelle più isolate, come è appunto la Specchia, erano piuttosto frequenti. Dopo esserci goduto il panorama intorno alla masseria, facciamo manovra con l'auto e torniamo verso Tuturano. Sulla strada del ritorno, alla nostra destra, dopo qualche chilometro, si erge imponente il prospetto della masseria Santa Teresa con le folte chiome del bosco Colemi sullo sfondo. Il sole tramonta alle nostre spalle, superiamo l'insegna che ci indica che siamo arrivati a Tuturano. Passiamo davanti a piazza Regina Margherita, davanti a noi si erge l'imponente torre Sant'Anastasio. E sempre guardando la nostra mappa, in studio ci rendiamo conto di come masseria Specchia e Tuturano, e quindi le due torri, siano poste esattamente di fronte, su una linea che è pressoché retta. E sempre sulla linea di Specchia troviamo a est, verso Tuturano, la torre oggi inglobata nella masseria Santa Teresa: da qui non è difficile ipotizzare che in questi posti anticamente si trovavano dei punti a difesa del territorio e dei villaggi circostanti, in quanto Tuturano si trovava in tempi antichi appunto in una conca paludosa. Immaginiamo solo per un'istante, con la fantasia, come poteva presentarsi il territorio con i suoi punti di difesa. Un piccolo villaggio, circondato da specchie o sistemi difensivi di varia natura, posti in modo lineare uno con l'altro. Tutto attorno la foresta che proteggeva e cingeva naturalmente il piccolo villaggio di Tuturano. Appunto il “guardiano”, il “protettore”, quella cittadina che fu talmente tanto importante a livello militare da essere risparmiata dai bombardamenti inglesi negli anni '40.

 

ITINERARIO MASSERIA SPECCHIA

Per arrivare a masseria Specchia, bisogna prendere l'omonima via che parte da lago Cairoli e dirigersi sempre dritto, fino ad uscire dal paese. Sulla strada comunale asfaltata proseguire dritto per alcuni chilometri, fino al segnale precedenza che incrocia la provinciale 80. Da qui prendere la stradina che si trova esattamente difronte, e da lì raggiungere l'incrocio con la provincia 82. Sempre difronte a voi trovate una strada sterrata di campagna. La masseria si staglia già davanti a voi e dopo pochissimo tempo vi ritroverete nello spiazzo. Sarete accolti anche voi dalle mucche e dagli animali della masseria, che si vedono già dalla strada. Dobbiamo però ricordare che l'immobile attualmente è abitato, per cui vi invitiamo ad osservarlo bene senza entrare nella proprietà privata, salvo ovviamente accordi con i proprietari. Un itinerario semplice quest'ultimo che vi abbiamo proposto, ma che si inoltra nella campagna tuturanese facendovi scoprire questo itinerario nuovo. Un posto, masseria Specchia, con una storia davvero tutta da approfondire.

Nella prossima puntata ci recheremo presso masseria Uggio, inoltrandoci ancora nel territorio di Tuturano. Un posto importante per tutta la frazione, posto a metà strada tra il territorio di Brindisi e Tuturano. Lì c'è anche una chiesa, di cui vi racconteremo tutte le vicissitudini. Poi vi parleremo della zona intorno a questo edificio e vi mostreremo qualcosa di inedito e unico nel suo genere. A questo punto non ci resta che darvi appuntamento alla prossima puntata di “Paesaggi tuturanesi”. Non mancate!

 

 

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