Oggi 13 febbraio la nostra redazione comincia uno spettacolare viaggio nelle bellezze del territorio tuturanese. La rassegna "Paesaggi tuturanesi" mira proprio a far conoscere tutta la zona circostante a Tuturano, piccola frazione del comune di Brindisi. Notizie Nazionali percorrerà tutta la storia della cittadina, mostrando tutto ciò che di bello c'è nel territorio in questione. Un modo per raccontare, attraverso il giornalismo, il territorio di questa parte della "piana di Brindisi". E lo faremo cominciando da un edificio che si trova fuori dal centro abitato di Tuturano, ovvero la masseria Santa Teresa. Un immobile che racconta una storia davvero molto particolare, e in cui qualcuno dichiara di sentire ancora delle strane presenze. No ci siamo stati e vi raccontiamo che cosa abbiamo visto.
Masseria Santa Teresa è la tipica masseria pugliese. Si trova a 3 km da Tuturano, e appena ci si arriva colpisce la sua imponenza. Possiamo dire che l'edificio è diviso in una pars moderna e una antica. Quella antica è rappresentata dalla casa-torre che il visitatore si trova di fronte non appena arriva dalla zona del bosco Colemi. La parte moderna, invece, si trova immediatamente a sinistra della torre. Gli ambienti all'interno della masseria, soprattutto nella parte antica, sono angusti. Una scala stretta conduce al piano superiore, lì dove ci sono le vecchie stanze dell'edificio. Il tutto giace in rovina, e alcuni colombi hanno ormai preso la masseria come la loro casa. Stessa cosa si ravvisa nella parte moderna dell'edificio, lì dove si possono ancora vedere vecchi libri per terra e ormai distrutti. Tutto l'immobile è in condizioni davvero precarie e ci vorrebbe un intervento di riqualificazione urgente.
Dall'esterno però l'impatto è un altro. A fianco alla masseria vi è una torre-granaio che veniva utilizzata molto probabilmente per conservare le derrate alimentari. Quando visitiamo masseria Santa Teresa è un pomeriggio umido di febbraio, con il cielo che è totalmente grigio. Il vento ulula tutto intorno a noi, mentre i nostri reporter preparano le macchine fotografiche per scattare delle bellissime foto al paesaggio. Ed è con questa atmosfera che possiamo cominciare a raccontare alcuni fatti storici importanti che si sono verificati proprio qui, a masseria Santa Teresa. Forse in pochi sanno che a Tuturano si verificò uno dei fatti di cronaca più sanguinosi della regione Puglia.
Era il 23 ottobre del 1862, quando sette carabinieri di San Pietro Vernotico erano usciti in pattugliamento con i cavalli nelle campagne brindisine insieme alla Guardia Nazionale di stanza a Cellino San Marco. Arrivati all'altezza della masseria Angelini, luogo non molto lontano da Santa Teresa, videro venire incontro numerosi briganti capeggiati da Domenico Pasquale Romano. Il cosiddetto “eccidio di Tuturano” stava per cominciare. A ciò quindi seguì uno scontro violento, in cui un carabiniere venne ferito da uno dei briganti, Carmine Patisso, il quale cadde a sua volta dal cavallo dopo essere stato colpito. In quest'occasione però i briganti riuscirono a catturare tredici membri della Guardia Nazionale.
I prigionieri furono portati appunto presso la masseria Santa Teresa, divenuta una sorta di quartier generale dei briganti brindisini. La sorte che toccò ai militari è facile ad immaginarsi: furono fatti inginocchiare uno accanto all'altro e fucilati. Morirono quasi tutti, tranne uno, Vitantonio Donadeo. E qui si verificò un autentico miracolo, in quanto il fucile di Pasquale Romano si inceppò. Il Donadeo prima di essere raggiunto dai colpi dell'arma da fuoco pare abbia invocato la madonna del Carmine. Suggestionato dall'evento, il Romano decise di risparmiare la vita al prigioniero, ordinando al Donadeo di fare una festa proprio in onore della Vergine per quanto appena accaduto.
Ad altri nove soldati fu risparmiata la vita, ma vennero comunque sottoposti a brutali torture: ad uno dei militari vennero mozzate le orecchie, questo come “ricordo” di quanto accaduto alla masseria Santa Teresa. Tra l'altro gli stessi briganti brindisini invitavano i carabinieri e le forze dell'ordine a raggiungere la masseria in questione se ne avessero coraggio: l'immobile era praticamente il loro fortino. Dopo il massacro i briganti si recarono alla masseria Colemi, non molto distante da Santa Teresa: qui si appropriarono di una pistola, un fucile e una giumenta per poi raggiungere masseria Apani. Qui le parti di corpo mutilate ai militari vennero esibite come trofeo.
Secondo quanto riferisce Il 7 Magazine, su un articolo a firma di Giovanni Membola, le successive indagini accertarono la complicità con i briganti di Achille Del Prete, che era affittuario della masseria Angelini di Tuturano. Qui nei mesi precedenti al massacro di Santa Teresa pare avesse prestato servizio il bandito Laveneziana, uno dei fuorilegge più noti della provincia.
Nei fabbricati della Angelini furono infatti rinvenuti un vessillo borbonico e alcune munizioni. Questo è, in sintesi, ciò che accadde alla masseria Santa Teresa di Tuturano. Un evento che non è molto noto forse tra la popolazione locale, ma che ha segnato profondamente la storia del territorio tuturanese.
I FANTASMI DI MASSERIA SANTA TERESA
Non c'è antico immobile che non abbia il suo fantasma. Come si diceva in precedenza masseria Santa Teresa è stata teatro di eventi cruenti e sanguinosi. Forse da qui deriva la leggenda dei fantasmi, che nottetempo ma anche di giorno, si aggirerebbero all'interno dell'immobile. Chi visita la masseria spesso viene pervaso da una sorta di inquietudine, molto probabilmente data dall'isolamento del posto e dallo scricchiolio delle antiche finestre in legno. Eppure c'è chi giura, a Tuturano, di aver visto strane presenze all'interno della masseria.
A noi la masseria non ha fatto per nulla impressione, né la nostra troupe ha visto fantasmi o presenze di sorta. L'unica presenza, e forse di questo vale la pena parlare, è la spazzatura che si trova tutto attorno all'immobile, e che rovina la magia del posto. Tutta la masseria giace in stato di completo abbandono, come si diceva, e ci vorrebbero dei lavori di restauro per riportarla all'antico splendore.
L'ITINERARIO INTORNO ALLA MASSERIA
Durante la nostra rassegna, per ogni luogo da noi visitato, vi proporremo un itinerario, che potrete seguire tramite i nostri consigli. Da masseria Santa Teresa si può intraprendere un percorso attraverso la natura delle campagne tuturanesi. Il percorso è possibile farlo sia a piedi che in bicicletta. Una volta arrivati a masseria Santa Teresa dal bosco Colemi, unica stradina asfaltata che conduce all'antico immobile, dallo spiazzo è possibile prendere un sentiero che si trova immediatamente a sinistra della masseria.
Da qui comincia un percorso di un paio di chilometri che si snoda attraverso la campagna, e che giunge all'antica masseria Maramonte, nota anche come masseria Valerano (un antico villaggio che si trovava vicino Tuturano nel Medioevo e di cui ci occuperemo). Purtroppo quest'immobile sta subendo una triste sorte. Qualche tempo addietro la masseria è quasi crollata completamente, e si vede benissimo ancora il crollo. L'area è stata messa in sicurezza dalle autorità, ma duole il cuore vederla in quello stato. Sono ben visibili gli archi a sesto acuto che caratterizzavano l'interno della masseria.
Lì vicino c'è un antico ponticello che oltrepassa il cosiddetto “canale della bonifica”, che in realtà è un antico corso d'acqua. Proprio sul parapetto del ponte notiamo qualcosa che è sfuggita forse a chiunque, ovvero una croce incisa nella pietra. E si tratta proprio di un simbolo, in quanto lo abbiamo analizzato attentamente. Su questa scoperta condurremo i relativi studi, al fine di chiarirne meglio la funzione. Da masseria Maramonte si intravedono le palme di masseria Angelini. Nel frattempo il sole ha cominciato a tramontare, anche se il cielo è grigio. Per i nostri reporter è tempo di rientrare, non prima di aver attraversato all'imbrunire il bosco Colemi per far ritorno a Tuturano. Ah si, bosco Colemi sarà la seconda tappa della rassegna “Paesaggi tuturanesi”. La prossima settimana però.
testo e ricerca storica Federico Sanapo
fonti e articoli di riferimento “Brindisi web”

