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Omicidio Cara di Bari, dopo sfottò tra Curdi e Afgani

Fermato il presunto autore del delitto ed un complice. Un terzo è irreperibile

a cura della redazione
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E' stato uno sfotto' diretto a un gruppo di afgani, intenti a giocare a cricket alle 3 di notte, a far nascere il litigio degenerato in rissa con bastoni e catene, lo scorso tre luglio al Cara di Bari, con un gruppo di curdi, durante il quale un cittadino curdo, Haimane Hajar, di 25 anni, e' stato ucciso con una coltellata al cuore. L'esito delle indagini è stato riferito dalla polizia in una conferenza stampa dopo aver fermato due afgani, che avrebbero partecipato al delitto, mentre un terzo complice e' stato identificato ma e' irreperibile. Alla rissa, avvenuta in un campo nei pressi della Chiesa cristiana, hanno partecipato circa 250 persone. I fermati dalla Squadra mobile di Bari sono il presunto esecutore materiale dell'omicidio, Lolkhan Zagarya, di 25 anni, gia’ indagato nel 2008 per una rissa al Cara di Foggia, e Sartor Adrimzaj, di 22. Attualmente sono 1.300 gli ospiti del Centro richiedenti asilo di Bari, a fronte di una capienza, in origine, di circa 800 poi elevata a 1200 posti. Gli uomini della Squadra mobile hanno condotto ''attivita' investigative con giusto equilibrio per garantire le esigenze di ordine pubblico'' ha detto il Questore di Bari, Domenico Pinzello. Una indagine risolta in ''48 ore incessanti'' in cui sono state ascoltate decine di persone con l'ausilio di interpreti. ''Non c'e' stata alcuna rivolta - ha precisato il Questore – nessun atto premeditato''. ''Non e' stato facile farci raccontare quello che e' successo – ha aggiunto il dirigente della Squadra mobile, Luigi Rinella - non e' facile decidere chi portare in Questura, tranquillizzando queste persone dicendo che era solo per fare luce sull'evento''. I poliziotti hanno anche repertato due coltelli da cucina sui quali saranno eseguiti esami biologici.

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