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"Casa dolce casa" per i giovani italiani

Il 61,2% dei giovani fra 18 e 34 anni vive ancora con i genitori, gli uomini più delle donne

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Gli under 35 italiani, non sposati, vivono nella percentuale di circa il 61 % con almeno uno dei loro genitori. Il rapporto sulla coesione sociale (Istat), basandosi sui dati del 2011 e del 2012, ha registrato un aumento, rispetto all'anno precedente, dei giovani in età compresa fra 18 e 34 anni, in prevalenza uomini che, soprattutto al Sud, ancora non riescono a trovare una sistemazione autonoma.

All'origine del fenomeno vi è senza dubbio una situazione economica e lavorativa, laddove ci fosse lavoro, che non consente una vera e propria autonomia e che, nella maggior parte dei casi, necessita ancora di un sostegno familiare. Sui dati, però, influisce, e va considerata, anche la componente socio culturale “tipica” di un maschio italiano tendenzialmente “mammone”.

I vantaggi del rimanere a vivere con i propri genitori, pur avendo una propria vita lavorativa e sociale, sono indubbi e il fatto che lo siano in particolar modo per gli uomini non deve  certo stupire. Quando ci sono mamme pronte a cucinare, lavare e stirare e/o padri particolarmente premurosi nei confronti dei loro figli, per decidere di andare via di casa occorre un motivo veramente valido. A differenza di una buona parte della popolazione femminile, infatti, è storicamente confermato che gli uomini, se non sposati, tendono a mantenere il loro status quo il più a lungo possibile. Non sempre, o non solo, per pigrizia o incapacità di “cavarsela”, ma semplicemente per stare più tranquilli e ridurre al minimo i  problemi.
Le eccezioni alla regola ovviamente non mancano; anche le donne possono preferire un contesto familiare piuttosto ad un contesto autonono, ma non sono la maggioranza. L'analisi dei freddi dati statistici, quindi, corrisponde irrimediabilmente con quanto, soprattutto in Italia, è ben noto a tutti da diversi anni.

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