Sono immagini che fanno davvero male quelle che giungono da Tuturano, piccola frazione alle porte di Brindisi. Dal 24 al 27 dicembre, e dal 30 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021, anche la cittadina osserverà il periodo di lockdown previsto dalle autorità sanitarie e governative in merito al contenimento della pandemia da Sars-CoV-2. Durante questa seconda ondata Tuturano ha fatto registrare molto casi e focolai di Covid-19, che hanno destato apprensione tra la popolazione. Qui però fortunatamente il virus non ha mietuto nessuna vittima, ma causato casi anche molto gravi che hanno necessitato il ricovero in ospedale dei pazienti. La situazione adesso pare essere sotto controllo, ma durante queste festività la cittadina si è completamente "spenta", come dimostrano le immagini che abbiamo ripreso in esclusiva.
Già nelle ore immediatamente precedenti il coprifuoco per strada, ieri, giorno di Natale, non c'era più nessuno. Pochissima la gente in strada, c'era chi si recava da amici o parenti per dare gli auguri, ma davvero pochissime persone e un rispetto rigoroso delle regole anti contagio. Via Stazione, la via principale della cittadina dove affacciano negozi e bar e completamente deserta. Qui negli anni scorsi, soprattutto la notte di Natale e Capodanno i giovani si incontravano per strada per potersi scambiare gli auguri e bere qualcosa in spensieratezza. Quei suoni, quelle grida di gioia oggi non ci sono più. E sembrano lontani anche i momenti di questa estate, quando la vita sembrava essere tornata alla normalità . Sembrava, infatti, perché il virus era invece già pronto a colpire duramente sia la comunità che l'intera Europa di lì a pochi mesi. Una seconda ondata spaventosa, che ha messo in ginocchio la società e l'economia.
"C'è poca voglia di festeggiare" - così ci dice una persona che si affretta a raggiungere la casa di un parente. E ci sono anche i titolari delle attività di ristorazione. La maggior parte di loro ha preferito non aprire nei due giorni del 24 e 25 dicembre. C'è silenzio totale in città , un silenzio che durante la giornata viene "rotto" soltanto dal suono della campana della chiesa Maria Santissima Addolorata. E il coronavirus è purtroppo entrato anche lì, contagiando nelle scorse settimane anche il parroco, che fortunatamente adesso è guarito. E dal microfono dell'altare, in una chiesa deserta, il sacerdote ha lanciato il suo augurio alla comunità . Tutto viene affidato alla Rete.
E quei giardini che fino a poche settimane addietro accoglievano famiglie, bambini e ragazzi sono vuoti. Lo sono i giardinetti ai Caduti in Guerra, lo è il grande "Parco della Gioia", lì dove ogni sera comitive intere di giovani si riunivano per scambiare e chiacchiere e passare una serata di allegria. La popolazione di Tuturano pensa che però tutto questo finirà . Ma queste feste sono strane davvero per tutti. Avremo preferito vedere queste scene soltanto in un film di fantascienza o post apocalittico, ma invece la realtà che stiamo vivendo supera forse di gran lunga quella di un regista. Queste immagini sono destinate a rimanere sicuramente nella storia.

