"Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai" dalla canzone alle riflessioni

Ermal Meta e il post che ha lasciato sui suoi canali social per la giornata contro la violenza sulle donne

pubblicato il 25/11/2020 in Attualità da Marica Marietti
Condividi su:
Marica Marietti

I suoi fan lo sanno, Ermal Meta sa sempre trovare le giuste parole e da spesso avvio a riflessioni profonde. Oggi, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ha lasciato il suo pensiero ad un post sui social.

"Abbiamo protestato contro la guerra, la fame, le diseguaglianze, i privilegi della casta, i muri e molte altre cose. le guerre continuano, nel mondo si muore ancora di fame, le diseguaglianze si accentuano, i privilegi della casta diventano ogni giorno più inviolabili, i muri diventano sempre più alti e invisibili e per questo più difficili da abbattere. Ma la violenza su una donna è ben altra cosa punto troppo personale perché diventi globale, troppo globale perché sia solo personale. Nasce da un istinto predatorio che viene nutrito dalla mala educazione di tutti gli uomini. Qualcuno diceva che la sfortuna delle donne e quella di trovarsi sullo stesso pianeta degli uomini. Io non penso che sia così. come sempre la prima forma di violenza e verbale. Definirla sfortuna è una violenza, “prendere moglie“ è un'espressione violenta come se si trattasse di un oggetto di cui si possa disporre arbitrariamente. La nostra lingua è piena di trappole per orsi nelle quali cadiamo senza nemmeno rendercene conto. Nessuna donna verrà rispettata veramente finché gli uomini avranno a disposizione un vocabolario ricchissimo di parole con cui rivolgersi alle proprie compagne, figlie, moglie, sorelle, amiche. Questa volta non può bastare una manifestazione, una giornata dedicata a questo perché sarebbe come circoscrivere il problema, come.se fosse una sorta di macabro compleanno. Serve ricordarlo ogni giorno, ma in modo costruttivo. Iniziare dall' educazione, dal non usare certe parole perché le parole danno forma al mondo, quello che abbiamo intorno e quello che immaginiamo. Fino all’età di 8 anni credevo che alzare le mani su una donna fosse una cosa normale. Era questo quello che vedevo in casa mia. pensavo che ovunque fosse così e di sicuro non mi rischiavo a chiedere se accadesse in altre famiglie. Chissà che tipo d'uomo sarei stato se lei non avesse avuto il coraggio di portarmi via da lì e darmi la possibilità di cambiare i miei occhi. Me lo sono chiesto molte volte e sono felice di non averlo mai scoperto. A tutte le donne abusate, picchiate, umiliate, sfigurate, violate auguro la forza di reagire e nonostante tutto, di trovare il coraggio insegnare il bello i propri figli. A tutti quegli uomini invece che non hanno avuto il privilegio di comprendere cosa significhi essere umano, che usano le mani per parlare e per nascondere la propria codardia, auguri di sentirsi per una volta, una sola, come le donne che maltrattano in modo che possano scoprire cosa sia la vera forza. Questo per me è il 25 novembre, la forza, il coraggio di cambiare il proprio destino a dispetto di tutto. Mi sa che è vero, Dio deve essere una donna. Non può essere altrimenti."

Ermal non ha mai nascosto il suo passato. Ha raccontato stralci della sua infanzia e ne ha fatto, a volte, delle canzoni intense. Una su tutte è "vietato morire", brano emotivamente molto forte.

"Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai"

Dice nel ritornello, e la riflessione di oggi è come se fosse in un certo senso il proseguo di questo brano.

Il bambino "con i pantaloncini" che è cresciuto troppo in fretta per difendere la propria madre dalle mani di un uomo violento, lui che a "dieci anni aveva una maschera di quaranta", è il perfetto esempio di come le cose possano cambiare, di come la vita sia straordinaria e di come anche dalle intemperie può nascere un bel fiore. Che sia di monito e auspicio per tutte quelle donne chiuse nella gabbia dei soprusi, che vedono la loro vita spegnersi sempre più. C'è sempre una luce da qualche parte. Cambiate le vostre stelle.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password