LA SOCIETÀ CIVILE MAROCCHINA SCRIVE ALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA. BASTA FALSITÀ. "NON LASCIAMO SOLA LA POPOLAZIONE SAHARAWI SEQUESTRATA NEI CAMPI ALGERINI"

Un comunicato della presidente dell’Assemblea legislativa e la vice presidente di Giunta dell’Emilia-Romagna insulta i sentimenti di migliaia di cittadini italo-marocchini che partecipano alla crescita della regione

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/11/2020 in Attualità da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine

"Il comunicato della società civile marocchina nell'Emilia- Romagna in risposta al comunicato stampa della presidente dell'Assemblea legislativa e la vice presidente di Giunta dell’Emilia-Romagna riguardante il territorio sud marocchino:  

Il presente comunicato ha lo scopo di fare luce sulla lotta condotta dal Regno del Marocco per porre fine al conflitto che lo oppone all'Algeria attraverso il fronte Polisario, informando la  classe politica italiana su cosa stia realmente succedendo e invitandola direttamente a visitare i campi di Tindouf dove i nostri connazionali saharawi, presi in ostaggio dalle milizie del Polisario e dalle autorità algerine, vivono una condizione disastrosa. 

Leggiamo con grande stupore il comunicato stampa della presidente dell’Assemblea legislativa e la vice presidente di Giunta dell’Emilia-Romagna, che riteniamo un insulto ai sentimenti di migliaia di cittadini italo-marocchini che partecipano politicamente ed economicamente alla crescita della regione Emilia Romagna. Sarebbe opportuno, invece, concentrarsi sulla drammatica situazione, nei campi di Tindouf, causata dalla deviazione degli aiuti alimentari a beneficio dell'arricchimento personale dei leader del Polisario e sull'assenza di libertà di circolazione della popolazione, privata anche dello status internazionale di rifugiato a causa del rifiuto del paese ospitante (Algeria) di effettuare un censimento e di metterlo sotto la supervisione delle Nazioni Unite, come richiesto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in tutte le sue risoluzioni dal 2007. 

Chiediamo ai firmatari di questo comunicato stampa di lavorare invece per la liberazione di questa popolazione sequestrata e per il loro ritorno dignitoso nella loro terra nel Sahara marocchino per partecipare allo sforzo di sviluppo. 

Invitiamo i firmatari del comunicato stampa a fare uno sforzo per comprendere il contesto dell'intervento marocchino:

Il Polisario e le sue milizie, entrate nella zona, il 21 ottobre 2020, (dopo 29 anni dal cessate-il-fuoco si sono riaperte le ostilità da parte del gruppo Polisario, basato in Algeria, con un blocco della strada internazionale che collega Marocco alla Mauritania nel valico Guergarat) hanno compiuto atti di banditismo, bloccato la circolazione di persone e merci su questo asse viario e molestato continuamente gli osservatori militari della MINURSO. Sono stati immediatamente allertati e regolarmente informati, di questi gravissimi sviluppi, il Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli alti funzionari delle Nazioni Unite. Tuttavia, "gli appelli di Minurso e del Segretario generale dell'Onu, nonché gli interventi di diversi membri del Consiglio di Sicurezza, sono purtroppo falliti". 

Il Marocco non aveva un'altra scelta dopo aver segnalato il caso all'ONU ha reagito come fanno tutti i paesi sovrani: le Forze Armate Reali (FAR) sono intervenute in modo professionale e pacifico senza contatto con gli elementi delle bande (60 persone) costruendo un cordone e ripristinando la situazione in 34 minuti, con zero morti e zero feriti. Così le bande hanno bruciato le loro tende e hanno abbandonato la zona. 

Ora il flusso stradale è rientrato nella normalità, i lavori sono in corso per ricostruire le strade danneggiate dai vandali del Polisario. Regna la calma e i conducenti marocchini e stranieri sono molto soddisfatti. 

Invitiamo anche i firmatari di questo comunicato stampa a  capire che i veri Saharawi dei campi, che rappresentano una minoranza, sono da sempre nostri fratelli marocchini ed è il momento di ritornare alla Patria. Per le altre persone di origini algerine, maliane, mauritane e del resto d'Africa sono nell'imbarazzo e dovrebbero avere risposte risolutive dall'Algeria e dai rispettivi paesi di provenienza. 

Speriamo che i firmatari di questo comunicato stampa chiedano all'Algeria - come fa da sempre il Marocco -  di bloccare i miliziani armati e le bande criminali affinchè non mettano più piede in queste zone per una pace duratura che potrà concretizzarsi solo attraverso il rispetto dell’ultima risoluzione  del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Diversamente le Forze Armate Reali del Marocco saranno costrette a difendersi e contrastare ogni invasione in questi territori. 

Orgogliosi come società civile della regione Emilia Romagna,  composta da un gran numero di marocchini con doppia nazionalità (Italiana e marocchina) ci riteniamo fedeli ai principi della Repubblica Italiana e partecipando alla vita politica, economica e sociale, pronti a difendere l'Italia con il proprio sangue. 

 

NON LASCIAMO SOLA LA POPOLAZIONE  SAHARAWI SEQUESTRATA NEI CAMPI ALGERINI

 

FIRMATARI 

 

ASSOZIATION AL HILAL, BOLOGNA; ASSOCIAZIONE MAROCCO SVILUPPO ITALIA, RAVENNA; ASSOCIAZIONE AL AMAL, PARMA; ASSOCIAZIONE TAMKIN, FORLI;  ASSOCIAZIONE SOPRA PONTI, BOLOGNA; LAVORATORI MAROCCHINI IN ITALIA, BOLOGNA; ASSOCIAZIONE DELL'ALLEANZA DEMOCRATICA; ASSOCIAZIONE DONNE DI QUA E DI LÀ, PARMA; FEDERAZIONE DEI LAVORATORI E COMMERCIANTI MAROCCHINI EMILIA-ROMAGNA; ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA PER L'EDUCAZIONE E LA CULTURA,  BOLOGNA; ASSOCIAZIONE CULTURALE AQMAR FIORANA, MODENA; ASSOCIAZIONE AL HOUDA, REGGIO EMILIA; ASSOCIAZIONE DONNE MAROCCHINE- ROMAGNA; ASSOCIAZIONE CULTURALE AL-WAFA, PIACENZA; UNIONE LAVORATORI MAROCCHINI EMELIA ROMAGNA, SASSUOLO; ASSOCIAZIONE AL HASSANIA,  REGGIO EMILIA; ASSOCIAZIONE PER LA PACE, CESENA;  ASSOCIAZIONE GENERAZIONI MAROCCHINE, PIECENZA; ASSOCIAZIONE AL MOHAMADIYA PER I DIRITTI DEGLI IMMIGRATI MAROCCHINI, VIGNOLA MODENA; ATLAS ASSOCIAZIONE PER LO SPORT E LA CULTURA, REGGIO EMILIA; ASSOCIAZIONE AL WASAT, BOLOGNA; ASSOCIAZIONE SPORTIVA ATLAS, REGIO EMILIA". 

 

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