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Foto e selfie: tra digitale e materiale

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La fotografia è un’arte abbastanza risalente nel tempo. I primi modelli di fotografia nascono alla metà dell’800 quando un inventore francese, Daguerre, riesce a imprimere su un foglio d’argento le immagini immortalate con la macchina. Con l’invenzione del negativo, corollario necessario per completare l’idea che abbiamo oggi di foto, l’utilizzo di questa tecnica si è ampliata in maniera inaspettata: dall’arte alla medicina fino, ovviamente, alle foto private. Macchine fotografiche come la Polaroid sono diventate un’icona negli anni ’80 e ’90, quando tutto ha iniziato a cambiare e il digitale si è insinuato sempre più prepotentemente nelle nostre abitudini.

Per quanto l’utilizzo delle foto sia stato sempre molto ampio e applicato a diversi settori, sicuramente negli ultimi tempi stiamo assistendo a un forte incremento delle fotografie che potremmo definire “facili”, grazie all’utilizzo di smartphone che si occupano dell’intera costruzione dell’immagine (compresa l’aggiunta di filtri). Quella delle foto ormai - e più nello specifico dei selfie - è una moda chiaramente destinata a restare, complice la forte componente social di questo fenomeno. Tuttavia, sebbene questo trend sia prettamente una peculiarità del mondo online, una nutrita schiera di persone non rinuncia (giustamente) ad avere delle foto ricordo anche in formato fisico, non rinunciando agli album fotografici, da sfogliare quando vogliamo ricordare certi eventi speciali. 

In questo compito ci viene comunque in soccorso la tecnologia: se qualche anno fa l’unica opzione per comporre album fotografici era scattare le foto su pellicola e aspettare giorni prima che il fotografo le sviluppasse su carta, ora la vita è ben diversa. Attraverso servizi come Photosi puoi creare il tuo album foto online, selezionando le foto che più preferisci direttamente dal tuo smartphone e riceverlo comodamente a casa. Un bel modo per coniugare le innegabili comodità del digitale con il fascino della carta stampata.

Del resto, quando si dice che una foto parla più di mille parole, in effetti è così: attraverso le immagini possiamo mostrare la nostra parte migliore e il lato che facciamo più fatica a esternare con gli altri. Sui social, avere un album di foto costituisce un vero e proprio biglietto di presentazione, quasi uno status symbol, che può decretare il successo o l’insuccesso della nostra immagine virtuale. Viceversa, stampare le proprie foto e conservarle accuratamente appartiene a una sfera molto più intima e meno ostentata, in cui siamo noi a voler immortalare un momento per sempre e a volerlo richiamare in modo tattile anche in futuro, quasi a poter “entrare” idealmente nella foto che anni dopo andremo a riguardare.

Il “selfie” ovvero il nostro biglietto di presentazione, virtuale e non

La parola “selfie” è divenuta talmente utilizzata da essere entrata nel linguaggio popolare, e addirittura inserita nei vocabolari più prestigiosi del mondo, tra cui quello di Oxford. Secondo questa autorevolissima fonte di informazione, il selfie è un autoscatto effettuato il più delle volte con uno smartphone o con una webcam. Tuttavia l’idea non è nuova: già anni fa era molto tipico tentare maldestramente di catturare sé stessi o un gruppo di amici utilizzando delle polaroid. I risultati erano spesso unici e divertenti proprio per quel carattere di artigianalità che la foto fisica sapeva immortalare. In effetti questa passione è viva ancora oggi ed è proprio questo il motivo per cui esistono piattaforme online che consentono di sviluppare e stampare le proprie foto (sì, anche quelle provenienti da smartphone).

Oltretutto, a deporre a favore degli amanti della foto in formato fisico, c’è un altro fondamentale elemento: i filtri. Qui le scuole di pensiero sono radicalmente diverse: ormai chiunque scatti una foto col proprio smartphone, corre - immediatamente dopo - ad applicare dei filtri che spesso si rivelano talmente massicci da snaturare interamente il ritratto originale. Viceversa, nel formato fisico è quello per le persone che non vogliono concedersi sconti e scorciatoie: la realtà appare molto più vera, e ad attribuire bellezza e unicità è la mano del fotografo, non certo dei banali filtri.

E quindi la sfida virtuale-reale si perpetua anche nel campo della fotografia, su un binario parallelo che mantiene orgogliosamente la propria identità. E tu, da che parte stai?

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