Radio Maria, padre Livio Fanzaga: "Coronavirus progetto delle èlites mondiali per colpire l'Occidente'

Lo ha dichiarato il direttore dell'emittente radiofonica, secondo padre Livio la pandemia è stata creata ad arte per ridurre la popolazione mondiale come degli zombie.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/11/2020 in Attualità da Federico Sanapo
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Federico Sanapo

"ll coronavirus un progetto criminale per ridurci a zombie“. Queste sono le parole che ha usato padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, durante una trasmissione andata in onda sull'emittente da lui diretta. Secondo il religioso la pandemia sarebbe un progetto creato ad arte dalle èlite mondiali per colpire l'Occidente. La teoria di padre Livio, è bene precisarlo, non è accettata dalla maggior parte degli esperti e fa parte di quel filone delle teorie cospirazioniste che girano attorno al virus Sars-CoV-2. L'ipotesi del sacerote è quella che "la Cina abbia testato un'arma tecnobiologica, che sarebbe proibita, ma la Cina non ha firmato la Convenzione di Ginevra". "Io però ho allargato gli orizzonti" - così ha affermato padre Livio, sostendo che questa epidemia non sia un progetto casuale e che non derivi da Wuhan o dal mercato del pesce. "Si è sviluppata come un progetto ben preciso per colpire l'Occidente, forse non solo dalla Cina. È un fatto voluto e questa epidemia è stata testata, provata: una simulazione era stata fatta mentre noi non eravamo a conoscenza. Partiva dal Brasile, causando 60 milioni di morti, con una simulazione della Fondazione Gates. E poi infatti è arrivata esattamente così“ - così dichiara il direttore di Radio Maria. Il religioso attribuisce quindi al demonio questo progetto, il quale avrebbe anche l'obietto di destabilizzare la società instaurando una dittatura sanitaria e cibernetica. Per portare avanti questo progetto, secondo il sacerdote, saranno eliminati tutti quelli che decideranno di non sottostare alla regole. Secondo quanto riferisce la testata giornalistica Qui Como, nel 2017 padre Livio venne sospeso per sei mesi dall'ordine dei giornalisti a causa di un suo intervento del 2016 contro la senatrice Monica Cirinnà, autrice del disegno di legge sulle unioni civili. 

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