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Che cosa fare se la PA non paga le fatture

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In ambito europeo, la Pubblica Amministrazione italiana mantiene il poco lusinghiero primato negativo sui tempi di pagamento nei confronti delle imprese. Un trend che, a inizio 2020 e dopo due anni di stand-by, ha portato la Commissione europea a riattivare la procedura di infrazione per i ritardi con cui gli enti pubblici saldano le fatture alle imprese.

Un problema annoso che manda in crisi l’intero sistema

I tempi di pagamento della PA rispondono alle normative generali sul tema, con scadenze fissate a 30 giorni. Questo termine è, in accordo congiunto con il creditore, prorogabile fino a 60 giorni. In caso di inadempienze entro i tempi previsti, dal primo giorno successivo alla scadenza prevista dagli accordi scatta la sanzione degli interessi legali di mora oltre il tasso dettato dalla Banca Centrale europea. Il che vuol dire che la PA che non rispetta le scadenze dovrà riconoscere al creditore gli interessi calcolati in base al ritardo. Oltre al pagamento degli interessi, la PA si espone al rischio di azioni giudiziali.

Nonostante la legge parli chiaro, i ritardi nei pagamenti della PA continuano ad attanagliare una mezza infinità di imprese, con gravi ripercussioni sull’intero sistema, con riduzione degli investimenti aziendali e ridimensionamenti del personale a mettere in crisi non solo le aziende, ma intere famiglie.

Calcolare e tenere sotto controllo il DSO

In tema di ritardi nel pagamento non è possibile non parlare del DSO (Days Sales Outstanding), il numero medio di giorni impiegati da un’azienda per incassare il credito, da altre aziende (in questi casi, dalla PA). Attraverso il DSO è possibile valutare lo stato di salute della propria azienda.

Per calcolare il DSO bisogna prendere in considerazione due variabili: i termini medi di pagamento concessi e i giorni medi di ritardo (rispetto ai termini basati sui tempi effettivi di incasso delle fatture).

Ecco la DSO formula:DSO = Crediti ÷ Vendite Giornaliere

Per tenere sotto controllo il DSO occorre conoscere i propri clienti, informarsi sul loro conto, offrire diverse opzioni di pagamento, comunicare al meglio e attraverso ogni canale messo a disposizione in questo caso dalla PA, fornendo sempre informazioni di pagamento chiare e fatture ben fatte ed emanate con puntualità.

Per attuare tutte queste pratiche di controllo del DSO e mettersi al riparo da sorprese inattese, rivolgersi a realtà che conoscono alla perfezione tutte le eventualità del caso può risultare la scelta vincente. ADV Trade, per esempio, è una società specializzata nel recupero crediti che costruisce la strategia migliore per ogni cliente. Un servizio di outsourcingnella gestione del credito che si avvale del lavoro di professionisti del settore, permettendo alle aziende un proficuo ritorno anche in termini di organizzazione, riducendo i costi fissi, liberando risorse interne e, di conseguenza, favorendo un controllo ottimale e una riduzione del DSO.

Ma come occorre muoversi quando lo Stato non rispetta i termini o, addirittura non paga?

Quando si invia una fattura alla PA, questa ha 15 giorni dalla ricevuta di consegna per notificare l’accettazione o il rifiuto. In realtà, la PA non è necessariamente obbligata a inviare queste comunicazioni. In ogni caso, la ricevuta che attesta la consegna della fattura dovrebbe indicare anche il termine di pagamento della stessa da parte della Pubblica Amministrazione.

Quando la PA non paga, il primo passo è quello di verificare lo stato di avanzamento della fattura attraverso la piattaforma di certificazione dei crediti (PCC). Sul portale è possibile valutare se è stata emessa una notifica di ricevuta e se la fattura è stata accettata o respinta.

Nel caso la fattura fosse stata rifiutata, è probabile che la decisione sia derivata da un’errata compilazione del documento. Spesso, la questione si risolve semplicemente controllando la fattura, in caso di errori, correggerla e inviarla nuovamente.

Nel momento in cui la PA non dovesse pagare il credito vantato certo, liquido ed esigibile, il creditore ha la possibilità di fare ricorso a un decreto ingiuntivo. Provvedimento da richiedere in via giudiziale per il mancato pagamento della fattura entro il termine id 30 (o 60) giorni. Dal giorno successivo alla decorrenza dei termini, la PA dovrà pagare gli interessi di mora sulle fatture insaldate.

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