Coronavirus, il Governo italiano potrebbe varare una nuova stretta: coprifuoco dalle 22:00

L'ipotesi è riportata dal Corriere della Sera, ma il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che sul tavolo dell'Esecutivo non c'è questa possibilità, si vuole scongiurare altro lockdown.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 16/10/2020 in Attualità da Federico Sanapo
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Federico Sanapo

La pandemia provocata dal nuovo coronavirus continua a mietere vittime e contagi in tutto il mondo, con l'Europa che nelle ultime settimane ha visto aumentare a dismisura il numero delle persone infettate dal Sars-CoV-2. Molti governi in queste ore hanno varato nuove misure restrittive, come ad esempio a Parigi, dove è stato imposto un coprifuoco totale dalle ore 21:00 e fino alle 6:00 del mattino per quattro settimane a partire da questo sabato 17 ottobre. Il Corriere della Sera riferisce che il Governo italiano sta pensando a nuove restrizioni dopo l'aumento dei contagi, che ieri 15 ottobre hanno superato le 8.000 unità, un dato mai registrato neanche nei mesi di marzo e aprile. Sempre secondo il noto quotidiano italiano l'Esecutivo presieduto da Giuseppe Conte sta pensando di introdurre il coprifuoco dalle 22:00 e fino alle prime ore del mattino. In quel lasso di tempo bar, pub, ristoranti e luoghi di ritrovo dovranno stare chiusi e la gente potrà uscire da casa solo per necessità urgenti. 

Roberto Speranza: "A me questa misura non risulta"

Su questa ipotesi però frena il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha dichiarato che a lui questa misura non risulta con quelle al vaglio del Governo. Già con il decreto del 13 ottobre il Governo italiano ha introdotto nuove restrizioni, obbligando gli esercizi commerciali come bar e ristoranti a chiudere entro le ore 24:00. Su Facebook è intervenuto però Francesco Vaia, direttore sanitario dell'ospedale Spallanzani, che sui social ha scritto testuali parole. "In queste ore si paventano scenari gravi. Ribadisco che il Paese non ha bisogno di stress e di minacciati provvedimenti che rischiano di creare sequele psicologiche gravi sulle persone più fragili e sui giovani, che invece dovremmo preservare . Poveri giovani, alla mancanza di futuro che non siamo stati in grado di garantire, adesso aggiungiamo la paura oscura e medievale di periodi di segregazione. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta ? Io non credo . Abbiamo bisogno di credere in noi stessi, protagonisti importanti, con i nostri comportamenti corretti, della sconfitta del virus. Questo lo spirito giusto. Abbiamo bisogno di buon senso, di tanto buon senso. E se invece di chiudere aprissimo sulle 24 ore ad esempio tutti gli esercizi commerciali, la grande distribuzione , magari a Natale per consentire un afflusso più ordinato e spalmato sulle 24 ore ? E se organizzassimo gli ingressi negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole, su più turni di modo da alleggerire in questa fase i trasporti ?Sono solo alcune delle idee. Certo la politica deve trovare le soluzioni, ma noi dobbiamo ribadire, con forza, che meritiamo di avere tutto aperto, tutto. Ma che questo dipende solo da noi!" - queste sono le parole di Vaia. 

In 10 regioni le terapie potranno andare in difficoltà

Il quotidiano online Open spiega che la situazione è comunque già preoccupante, in quanto i nuovi dati sono piuttosto allarmanti. Secondo l'ultimo monitoraggio effettuato dal Ministero della Salute, entro il prossimo mese in dieci regioni italiane le terapie intensive potrebbero superare la soglia del 30% dei letti occupati da malati Covid. Queste regioni sono Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. L'Esecutivo nazionale vuole assolutamente scongiurare un altro lockdown nazionale, che avrebbe effetti devastanti sull'economica di una nazione già provata economicamente e socialmente dalla pandemia. Nella giornata di ieri 15 ottobre la Campania ha chiuso le scuole fino al prossimo 30 ottobre e a Milano l'indice di contagio Rt si attesta intorno oltre il 2%.

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