Il suicidio dell'extravergine

La denuncia de La Lega della Terra

pubblicato il 03/02/2014 in Attualità da Federico Trotta, coordinatore centro Italia Lega della Terra
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Federico Trotta, coordinatore centro Italia Lega della Terra

Apprendiamo di un articolo uscito sul New York Times [di cui si può leggere un commento anche qua, in cui si dice che "gran parte dell'olio italiano venduto come olio di oliva non viene dall'Italia ma da Paesi come Spagna, Marocco e Tunisia", dove le olive vengono trattate e pressate. Dopo di che, l'olio derivante viene caricato e spedito via nave con destinazione Italia, definita "il più grande importatore al mondo di olio di oliva". Tale realtà è già stata denunciata anche da Coldiretti.

Dobbiamo valutare attentamente due aspetti: il primo è il caso in cui queste gravissime affermazioni siano vere. Il secondo, è quello in cui siano false.

Ammettiamo che queste affermazioni siano vere. Vogliamo, allora, chiederci: se Coldiretti già conosceva questa realtà e già l'aveva denunciata, perchè i controlli non sono aumentati? Dove sono le Istituzioni a protezione del “Made in italy”, di cui andiamo fieri e di cui ci vantiamo, e dove sono i Sindacati a difesa dei produttori? Eppure, sembra davvero strano che possano succedere certe cose, conoscendo i controlli di qualità (e non solo) a cui sono sottoposti tutti i prodotti italiani che restano in Italia e che vanno all'estero. Allora, dove sta la fregatura?

Continuando di questo passo, si potrebbe arrivare ad una situazione in cui il prodotto italiano in Italia non verrà acquistato, già che oggi costano di più di quelli importati. In più, il prodotto italiano all'estero non verrà ugualmente comprato, perchè verrà associato a qualche malaffare all'italiana.

Dunque, ci chiediamo: se il prodotto italiano in Italia non viene acquistato perchè più costoso di uno importato, e se il prodotto italiano non va all'estero, a causa di queste truffe, allora dove finiscono i nostri prodotti? Chi ne usufruisce?

Se, invece, queste accuse sono false, la situazione è molto grave. Stanno, forse, cercando di abbattere ancora di più un lavoro serio ed onesto, che si tramanda da generazioni? E', forse, un nuovo modo per incentivare il protezionismo del prodotto americano a discapito di quello straniero? Una cosa è certa: di truffe ce ne saranno anche, ma da qui a dire che tutto l'olio italiano che arriva in America è prodotto nei modi espressi dal signor Nichola Blenchman, ce ne passa. Invitiamo, allora, il signor Nichola Blenchman a venire in Italia, e specialmente in Toscana, regione che lui reputa la più truffaldina, a venire a vedere come realmente viene prodotto l'olio italiano.

In questo contesto, la Lega della Terra si impegnerà con tutte le sue forze per incentivare il prodotto italiano vero e sano, sia in Italia che all'estero, e cercherà di riportare la cultura del cibo italiano sulle tavole degli italiani. La Lega della Terra chiede a tutti i produttori di sponsorizzare il prodotto italiano con tutti i mezzi a loro disposizione, in modo da riportare il cibo italiano a baluardo della nostra Società.


 

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