Il regista Leone Balduzzi racconta i "ragazzi delle apecar" nella sua San Salvo

pubblicato il 09/09/2020 in Attualità da Marica Marietti
Condividi su:
Marica Marietti

Sono proprio loro, le api elaborate dei ragazzi di San Salvo, le protagoniste del nuovo progetto di Leone Balduzzi, il noto regista sansalvese.

Sono terminate ieri, infatti, le riprese che Leone, insieme al suo team, ha girato in alcune zone cult della nostra città per il videoclip a cui sta lavorando. Il mare selvaggio del biotopo e la pista di kart fanno da sottofondo alla storia di un gruppo di adolescenti spietati, innamorati della loro vita semplice, fatta di passione per le apecar, di amicizia, amore ed emozioni intense che solo alla loro età possono essere provate. Giovani liberi che vivono in provincia, una generazione Z atipica e anomala. Ciò che li tiene uniti non è solo una chat su Whatsapp o un balletto su TikTok come gli altri coetanei, loro vivono una vita reale, poco digitale e fondata sulla “tribù” tenuta insieme anche grazie alle api Piaggio e alla passione per il tuning.

Parlando con Leone Balduzzi si avverte l’entusiasmo e la soddisfazione per questo nuovo importante progetto, ambientato nella sua città come molti altri dei lavori che diretto e ideato. Anche l’ispirazione per questa storia è sopraggiunta trascorrendo il suo tempo a San Salvo. “Conduco una vita abitudinaria e tutte le mattine, andando a bere il caffè in un bar del centro, vedevo passare questi ragazzi con le loro strane vespette customizzate” dice. “Mi ha sorpreso la quantità di mezzi e il fenomeno mi ha incuriosito. Un fenomeno ben conosciuto anche in altre realtà, come quello della Romagna. Lo stesso Valentino Rossi ha iniziato così, con la passione per le api Piaggio customizzate.” E del progetto nello specifico racconta “mi interessano le community soprattutto di adolescenti e di conseguenza abbiamo deciso, con il mio team, di raccontare proprio questa realtà qui perché rappresenta un paesaggio umano lontano da quello che viviamo tutti i giorni in città.” Dunque, per Leone, un modo alternativo di raccontare la provincia e i più giovani che la abitano. “Li ho studiati da lontano, poi ho trovato il modo di conoscere qualcuno di loro di persona e anche tramite i social. Ho incontrato le famiglie (i protagonisti sono tutti minorenni. ndr), ci siamo conosciuti e abbiamo concepito un docufilm che uscirà con una base fatta da un musicista molto bravo, di cui non posso fare ancora il nome.”

Stare in contatto con gli adolescenti e attori non professionisti non è un problema per Leone Balduzzi anche se ammette che “all’inizio non ci consideravano. Loro sono anticonformisti, in antitesi con gli adolescenti di oggi. Poi abbiamo trovato l’aggancio giusto e si è creato un bel gruppo. Inoltre sono abituato a lavorare con lo street casting e mi piace raccontare i giovani, ho passione per questo tipo di realtà. Mi sento a mio agio con gli adolescenti e traggo ispirazione da loro”.

Anche i ragazzi si sono divertiti e si sono sentiti a loro agio. Qualche indicazione da parte del regista, i consigli della stylist, per raccontare qualcosa di loro anche attraverso il look e niente più. Nessun trucco e nessun artificio, semplici nella loro naturalezza si sono mostrati alla cinepresa.

Parte del video e dell’anima del progetto sono ancora top secret, ma le premesse ci sono tutte. “Non sappiamo quando sarà pronto. Il video è girato interamente in pellicola, particolare non da poco, e questo comporta tempi diversi rispetto al digitale”.

Nell’attesa di poter vedere il lavoro compiuto pregustiamo le foto del backstage.

  • Argomenti:

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password