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Autoproduzione, che passione: fra risparmio ed etica

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Nell'epoca dei processi chimici e dello sfruttamento delle risorse del pianeta, che sta cambiando le leggi della natura, il genere umano sembra si stia risvegliando nella sua sensibilità più profonda e voglia cambiare direzione.

Ormai saturi di quello a cui si è abbindolati, tra pubblicità occulte e strategie di vendita, le persone iniziano a capire che è ora di fermarsi. Già da qualche anno, circolano sul web dei blog o siti Internet di consigli su come vivere meglio, seguendo la pratica dell'autoproduzione.

Ne è un esempio quella coppia austriaca, diventata vegana, che ormai da sette anni circa vive solo di quello che produce il loro terreno coltivato e che utilizza prodotti per la pulizia rigorosamente fatti in casa. O ancora impazzano i consigli della famosa blogger scrittrice di libri, a base di metodi per vivere con pochi euro al giorno, secondo cui l'autoproduzione è il segreto per la libertà, la vera libertà dal sistema di produzione industriale.

Metodi pratici per risparmiare ce ne sono e tutto questo ha sapore di opportunità, più che di privazioni e sacrifici. Si inizia a produrre quello che è nelle possibilità, senza strafare, per evitare di scoraggiarsi subito e di abbandonare il progetto benessere prima ancora di iniziarlo.
Di seguito alcune pratiche riflessioni.

Motivi per il ritorno all’autoproduzione

Le motivazioni di questo risveglio alla pratica dell'autoproduzione possono arrivare da più punti. Sicuramente vi è la presa di coscienza del fatto che non si può continuare a maltrattare il pianeta, riflettendo su cosa si può fare, come singoli individui e come facenti parte di una collettività.

Sarebbe utile, in questo senso, pensare a tornare a valorizzare i saperi antichi dei nonni e bisnonni. Del pane e della pasta fatti in casa, del cibo a cui davano valore. Quanti si ritrovano ad andare in vacanza ed essere coinvolti nelle lavorazioni dei pomodori per fare le conserve e le passate? La sveglia all'alba, per evitare di lavorare col caldo, per evitare di fare tardi, perché poi c'è altro da fare per casa. O possedere pochi alberi di ulivo e pensare di produrre il proprio olio per l’intero anno, muniti solo di un mini frantoio olive su Agristore. Conservare e tramandare questi saperi ai figli è un dovere, per costruire un mondo più genuino.

·         Periodo di crisi: il periodo di crisi sanitaria che si è appena attraversato, ha permesso di imparare tanto a sfruttare quello che si ha. Senza entrare nel merito delle situazioni critiche, si dovrebbe capire cosa è davvero indispensabile e a cosa è possibile rinunciare.

·         Aumento delle intolleranze alimentari: l'aumento esponenziale delle intolleranze dovute all'assunzione di alimenti trattati con sostanze chimiche, per renderli più appetitosi, invitanti e saporiti, ha fatto sviluppare una inversione di tendenza a mangiare più sano. Le mamme hanno ripreso a preparare in casa le merende e le confetture.

·         Responsabilità verso il pianeta: le stagioni che si allungano, le temperature che cambiano e creano danni alle persone e alle cose: sono anni che se ne discute, ma nessun serio provvedimento viene preso. Eppure, se si cominciasse dalle piccole cose, si arriverebbe prima al risultato di bloccare questi fenomeni atmosferici. È bene, quindi, cercare di preferire cotture brevi, mangiare prodotti freschi e crudi, reimpiegare l'acqua di cottura, effettuare una seria e precisa raccolta differenziata dei rifiuti.

Vantaggi della produzione da sé

·         Riduzione dei consumi: il primo evidente segno positivo dell'autoproduzione è quello del risparmio sulle spese familiari. Quando si produce a casa, si spende meno al supermercato, e i soldi risparmiati producono un sollievo enorme, da non sottovalutare.

·         Evitare gli sprechi: si può contribuire ad evitare lo spreco ottimizzando il cibo acquistato e da acquistare. Ci si può divertire a pensare a nuove ricette salva spreco, per mangiare i cibi rimasti dal pasto del giorno prima: frittata di pasta, insalate di riso, torte fredde alle verdure, una vera bontà da rivalutare.

·         Controllare la filiera: oggi più che mai è importante controllare il giro che fa il prodotto alimentare che nasce dalla terra e arriva in tavola. Se la filiera viene gestita interamente da chi lo produce, allora la genuinità e la sicurezza è davvero garantita.

·         Vivere soddisfatti: lo stress di arrivare a fine mese con risorse limitate, può essere superato con piccoli accorgimenti, ma vedere nascere i frutti dal seme piantato poco tempo prima, dà una soddisfazione di ben più grande portata.

Impatto etico

·         Preferenza del km zero: il messaggio di preferire la filosofia dell'autoproduzione lo hanno ben chiaro quei tanti negozietti in giro per le città e per le cittadine di campagna, che vendono prodotti a km zero. Vanno preferiti nella scelta dei prodotti alimentari, perché si sforzano di scegliere di evitare le pubblicità e le grandi distribuzioni che produrrebbero imballaggi e aggiungerebbero altri costi al prodotto genuino che producono.

·         Ridurre i consumi chimici: nel quotidiano, si può fare qualcosa producendo detersivi in casa. Non tutti, però, hanno la stoffa del piccolo chimico, nemmeno con i prodotti più semplici da utilizzare. Ma qualcosa si può sempre fare: eliminare l'imballaggio, acquistandoli sfusi. I prodotti industriali portano con sé inquinamento all’ambiente con gli elementi chimici di cui sono composti.

·         Eliminare il superfluo: spesso si conservano vestiti nell'armadio nella speranza che un giorno possano essere indossati di nuovo, ma passano gli anni e sono ancora lì. Meglio dargli un'altra vita portandoli ai mercatini dell'usato e lasciandoli in conto vendita: ci si guadagna, facendo guadagnare per primo l'ambiente con il riciclo

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