Le guerre portano morte e distruzione e soprattutto generano enormi difficoltà per le fasce più deboli, come ad esempio i bambini. Ad oggi sono circa 142 milioni i bambini che vivono in zone di guerra e ben 24 milioni di bambini soffrono le gravi conseguenze delle guerre sulla loro salute mentale. Tra questi, 7 milioni sono a rischio di sviluppare disturbi mentali acuti: l’impatto psicologico dei conflitti si mostra quotidianamente con i sintomi di depressione, ansia, atti di autolesionismo, fino ad arrivare a tendenze suicide. Eppure solo lo 0,14% di tutta l'assistenza ufficiale allo sviluppo era destinata al supporto dei bambini con problemi di salute mentale.
La guerra in Siria
Da più di nove anni ormai è in corso in Siria una guerra che mette in seria difficoltà la condizione dei bambini. Solo lo scorso gennaio, almeno 77 bambini sono stati uccisi o sono rimasti feriti nel nord-ovest del Paese, mentre a febbraio, 10 scuole e asili sono stati bombardati a Idlib provocando la morte di 9 bambini e il ferimento di altre decine. A causa dell’escalation del conflitto a Idlib, quasi 1 milione di persone, di cui più della metà bambini, sono state costrette a fuggire dalle loro case, abbandonando più del 45% del territorio del governatorato. Si tratta di aree in cui un terzo delle abitazioni e delle infrastrutture civili sono state distrutte o gravemente danneggiate, rendendo così impossibile il ritorno a casa dei profughi.
La situazione dei bambini siriani
La situazione dei bambini siriani è dunque drammatica. Un recente sondaggio ha rilevato che il 66% dei bambini siriani vive in alloggi non sicuri, il 57% ha bisogno di aiuto per rimanere a scuola, il 59% non ha accesso all'assistenza sanitaria e l'89% non ha accesso al sostegno psicologico. I bambini che sono fuggiti con le loro famiglie nel vicino Libano, in Giordania e in Turchia continuano ad affrontare un futuro incerto, sono costretti a barattare la propria infanzia per ottenere un lavoro, per pagare le spese di base della casa. Le ragazze si sposano presto perché le loro famiglie non possono provvedere a loro e temono di non poterle tenere al sicuro. Nonostante ciò, le condizioni in Siria sono considerate peggiori. Per questo motivo sono tante le onlus che si occupano dei bambini in Siria e come aiutarli.
Molte associazioni umanitarie sono presenti sul luogo, la maggior parte delle quali ad Aleppo, dove è in corso l’evacuazione dei civili rimasti intrappolati. Alcune hanno fornito e continuano a fornire alimenti e generi di prima necessità, aiuti umanitari, protezione e assistenza psicosociale. Altre associazioni stanno garantendo ai siriani cure e assistenza sanitaria, distribuendo cibo, kit igienici e beni di prima necessità, fornendo ripari alle famiglie, e proteggendo i più piccoli all’interno di luoghi sicuri dove possono giocare, imparare e superare il trauma subito: gli Spazi a Misura di Bambino.

