Roma 24 Lug.- “In questi mesi abbiamo cercato di tenere viva una riflessione. Oggi nel dibattito politico, nell’iniziativa del parlamento, nell’azione di governo ma più ampiamente nella società italiana nella sua dimensione materiale e reale, manca l’espressine di un punto di vista, cioè un collegamento forte tra il tema della transizione ecologica, che per noi non è un vessillo elitario ma un processo pervasivo e democratico che tocca ogni aspetto della vita materiale delle persone, l’organizzazione del sistema produttivo, del lavoro, e la lotta alle disuguaglianze, in tutte le declinazioni possibili. Non ho detto che manchi un punto di vista ma l’espressione dello stesso. Manca cioè un meccanismo di soggettivazione politica di questa lettura. In tanti riconosciamo che quella della transizione ecologica e della giustizia sociale sia la chiave per entrare nel mondo nuovo. Ma se non usciamo dalle nostre solitudini e non mettiamo in connessione nello stesso spazio politico tutti coloro che condividono questo impianto, non solo avremo perso una grande occasione ma non riusciremo a svolgere quel ruolo fondamentale, nel mondo nuovo nel quale stiamo entrando, che è quello di orientare drasticamente alcune delle scelte politiche che verranno prese, anche a fronte di quel quadro significativo di risorse del recovery fund che hanno bisogno di una cornice di senso, di uno sguardo sul mondo, di una chiave di lettura e di capire quali sono le parti della società che vuoi emancipare. Se non si fa questo ragionamento le risorse che arriveranno non solo rischiano di essere inutili ma possono alimentare un pensiero che non è solo quello di ambienti confindustriali, che hanno messo sul tavolo il loro manifesto politico culturale, ma quello che si fa strada sotto la pelle del paese: cioè che questa gigantesca crisi economica che rischia di abbattersi sull’Italia la puoi contrastare solo barattando crescita e diritti o con la deregolamentazione. Che poi vuol dire tornare alla stagione delle furbizie e persino della corruzione. “ Così il senatore Francesco Laforgia intervenendo all’assemblea nazionale online “Il futuro insieme, per una rinascita eco-solidale dell’Italia”.

