Aviazione privata, lockdown e incidenti

L'inattività forzata, in certi settori, è molto dannosa

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/06/2020 in Attualità da Giuseppe Ferraro
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Giuseppe Ferraro
Aereo precipitato

Da quando il lockdown è stato abolito ci sono stati diversi incidenti, anche gravi, nel settore dell'aviazione privata o da diporto. Purtroppo, In ambito aeronautico vigono regole e dinamiche diverse da quelle del trasporto terrestre. Innanzitutto la capacità di pilotaggio di qualsiasi mezzo volante, dall'aeromodello radiocomandato fino al jet di linea, risente fortemente dell'inattività. Molto di più che per altri mezzi come auto, moto o barca. Per questo motivo il mantenimento del brevetto di pilota è subordinato all'effettuazione di una quantità minima di ore di volo annue. Durante i circa 2 mesi di blocco totale non è stato possibile effettuare alcuna attività. In più, era proibito anche recarsi in hangar per tenere controllati i mezzi. Aggiungiamo a tutto ciò la mancanza di moto, aria, luce e la tensione di non poter fare una passeggiata per svagarsi, mentre la TV bombardava gli utenti con messaggi di puro terrorismo psicologico. La somma di questi fattori ha provocato già alcune vittime nel giro di pochi giorni dalla ripresa delle attività.

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