Da 50 anni lo Statuto dei lavoratori, il simbolo delle lotte operaie

pubblicato il 20/05/2020 in Attualità da Marica Marietti
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Marica Marietti

Lo Statuto dei lavoratori, o meglio la legge 300 del 1970, “norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento” compie oggi 50 anni. Dopo anni di lotte, richieste e manifestazioni - soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, fino a raggiungere il culmine con il cosiddetto "autunno caldo" - finalmente il 20 maggio 1970, nasce la legge a favore di tutti i lavoratori.

Le principali e significative regole introdotte riguardavano il diritto al reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamento illegittimo, l’aspettativa sindacale, la libertà di opinione, la privacy ma nonostante il grande passo in avanti compiuto, Giugni e Brodolini hanno lasciato in sospeso ancora molte questioni che affliggono tuttora il mondo del lavoro.

Non esiste ancora una normativa per la regolarizzazione del lavoro nero, per esempio, ma anche sul riconoscimento dell’attività lavorativa femminile paritaria a quella maschile. Per quanto questo documento sia stato fondamentale e sia la base degli ordinamenti in materia di diritto del lavoro, andrebbe ampliato e adeguato al lavoro moderno, fatto di riders, smartworkers e contratti dai nomi strampalati.

Dal 1970 a oggi la vita è cambiata, il lavoro ha assunto diverse forme e le crisi economiche che si sono succedute negli anni non hanno di certo avvantaggiato i lavoratori, ecco perché dobbiamo migliorarci, per garantire sicurezza e stabilità al lavoro, colonna portante della nostra Repubblica.

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