L'allarme di Caritas Internationalis: "Più vittime per crisi economica che da Covid"

"Numero persone su orlo fame destinato a raddoppiare"

pubblicato il 06/05/2020 in Attualità da Davide Zedda
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Davide Zedda
Foto da luciogalluzzi.ilcannocchiale.it

"Se non agiamo immediatamente, le conseguenze del coronavirus uccideranno più persone della pandemia stessa". Così la Caritas Internationalis che lancia l'allarme per la grave crisi umanitaria che si sta diffondendo per via della crisi economica legata a quella sanitaria da Covid. 

"Secondo le proiezioni del World Food Programme, in tutto il mondo il numero di persone sull'orlo della fame - ricorda Caritas - è destinato a raddoppiare a causa delle conseguenze economiche legate alla pandemia e potrebbe raggiungere quota 230 milioni di persone".

S.O.S Africa

"E' il continente maggiormente colpito, a causa della mancanza di cibo, come conseguenza diretta del lockdown posto in essere in diversi Paesi, nonché di una varietà di disastri naturali quali inondazioni, siccità, invasione di locuste, raccolti scarsi. 

Molti Paesi del Medio Oriente, dell'America Latina e dell'Asia - prosegue Caritas Internationalis - sono già sull'orlo di una grave crisi alimentare che sta comportando un importante aumento della malnutrizione infantile e del numero di adulti che soffrono la fame".

Migranti, degli sfollati interni, dei rifugiati e dei rimpatriati

"I migranti irregolari sono un'altra comunità particolarmente esposta, perché non rientra in nessuna delle categorie che possono ottenere aiuti". 

L'appello alla Comunità Internazionale

"Sospendere le sanzioni economiche contro la Libia, l'Iran, il Venezuela e la Siria al fine di consentire l'importazione di medicinali, di attrezzature mediche e di beni di prima necessità per la popolazione; fornire alle organizzazioni di ispirazione religiosa i mezzi necessari per rispondere ai bisogni urgenti causati dalla pandemia; allocare fondi aggiuntivi per sostenere le comunità più vulnerabili affinché sopravvivano durante questo periodo di lockdown; garantire l'accesso a servizi essenziali per gli sfollati interni e i rifugiati, compreso l'accesso ai campi profughi e per sfollati interni".
 

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