Dpcm, autocertificazioni, congiunti, multe e mascherine: tutto ciò che c'è da sapere

Verso la "fase 2" tra caos, elementi di presunta illegittimità, business, diritti e doveri

pubblicato il 03/05/2020 in Attualità da Mario Siddi/Davide Zedda
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Mario Siddi/Davide Zedda

Nell'intreccio di norme e comportamenti da seguire durante il lockdown imposto dall'emergenza Coronavirus, l'Italia si appresta ad entrare nella “fase 2” che inizierà il 4 Maggio. Se da una parte il Governo continua con l'emanazione di nuovi decreti, dall'altra, il cittadino chiede maggiore chiarezza. Vale la pena dunque, per vederci più chiaro, esaminare i termini usati nei Decreti, capire cosa sono, e che tipo di effetti producano, e quali comportamenti tenderanno a regolare.

Cos'è un Dpcm

“Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”. Questo è il significato dell'acronimo entrato da circa due mesi nel linguaggio di uso comune. Si tratta di un atto amministrativo che non ha forza di legge e che, come i decreti ministeriali, ha il carattere di fonte normativa secondaria che serve per dare attuazione a norme e regolamenti. Dall'inizio dell'emergenza Covid-19, il Governo ne ha adottato diversi e tra approvazioni, modifiche e proroghe, non sono mancate svariate critiche dal mondo della Giurisprudenza.

A cominciare dal giurista Sabino Cassese ad esempio, 84 anni ed ex membro della Corte Costituzionale, che in un'intervista a “Il Dubbio” esprime così il suo giudizio sull'operato di Conte “il primo decreto era “fuori legge”. Poi è stato corretto il tiro con il secondo, che smentiva il primo, abrogandolo quasi interamente”. E prosegue “il primo decreto era illegittimo: non fissava un termine, non tipizzava poteri, non stabiliva le modalità di esercizio dei poteri, consentendo così l'adozione di atti innominati”.

Il modulo di autocertificazione

Anche su questo tema il dibattito è all'ordine del giorno. Se da una parte infatti le Forze dell'Ordine lo richiedono in sede di controllo su strada, e così si proseguirà (con alcune varianti) dal 4 Maggio in poi, numerosi Giuristi si sono espressi in maniera decisa giudicandolo illegittimo.

E' il caso dell'Avvocato Claudia Blandamura (Foro di Milano) che dalla rivista online di informazioni legali “Studio Cataldi” analizza il modulo rilasciato dal Ministero dell'Interno, concludendo che sia contrario a norme di legge,Privacy, e che possa mettere a rischio chi lo firma perché non perfettamente certi di non essere positivi al Covid-19.

Congiunti

Alla luce di questi riferimenti (riportati nelle FAQ) deve ritenersi che i “congiunti” cui fa riferimento il DPCM ricomprendano: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). 

Multe 

Un altro tema rilevante ai tempi del Coronavirus è sicuramente quello del capitolo multe. Il report emanato dal Viminale a tal riguardo, rende l'idea dell'immenso schieramento di uomini e mezzi sulle strade italiane. Dal totale dei numeri emersi (dall'11 marzo al 25 aprile 2020) si evince che le persone controllate siano state 10.344.677. Di questi, 115.738 quelle denunciati e 257.591 quelle sanzionate; 4.056.813 gli esercizi commerciali controllati, 4618 i titolari di attività sanzionati e 2607 quelli denunciati. Numeri da capogiro insomma. Per un incasso da parte dello Stato (a tutt'oggi) di una cifra superiore ai 70 milioni di Euro.

Mascherine

Sui dispositivi di protezione individuale, oltre al fatto che restano in vigore, il Governo ha  provveduto in vista della fase 2 a calmierarne il prezzo a 0,50 centesimi (ad ogni modo un gigantesco business).

Il Dpcm del 26 Aprile specifica: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti. Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie".

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