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“Stand up for science”, l’importanza della giusta divulgazione ai tempi del Coronavirus (e non solo)

Quando la scienza diventa uno spettacolo alla portata di tutti

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È uscito oggi su YouTube il primo episodio di “Stand up for science” il nuovo format di Frame – Divagazioni scientifiche. Un modo nuovo e originale per raccontare la scienza e la pandemia. Infatti, da quando tutto questo ha avuto inizio, siamo letteralmente bombardati da notizie che spesso risultano incomplete e confusionarie. Per i non addetti ai lavori a volte è difficile capirci qualcosa: epidemiologia, fattori di rischio, letalità, mortalità e tanti altri termini possono essere difficili da comprendere. Frame si occupa da anni di divulgazione e comunicazione della scienza e anche questa volta è riuscita nel suo intento.

“Stand up for Science” nasce per raccontare in maniera ironica e con un ritmo calzante, che tiene alta l’attenzione degli spettatori senza risultare banale ma anzi, restando attenta e rigorosa nei contenuti, alcuni aspetti della scienza. Ispirandosi alla stand up comedy, cerca di offrire al pubblico gli strumenti utili per interpretare con consapevolezza le informazioni scientifiche che vengono prodotte e fatte circolare attraverso i media. È proprio a questo che serve la divulgazione. Non ha il compito di stabilire cosa sia giusto o sbagliato ma deve guidare nella riflessione, “una cassetta degli attrezzi per riflettere su alcune questioni e termini legati al mondo della scienza che, oltre a presentarsi quotidianamente nella particolare situazione di isolamento che stiamo vivendo, possono rivelarsi utili nella vita di tutti i giorni e aiutarci nell’interpretazione della realtà”.

Il primo video è dedicato a un tema molto attuale, “Il prevedibile vizio dell'incertezza” – questo il titolo della puntata- vede l’attore Francesco Giorda, sul palco del Teatro della Caduta, come una Mrs Maisel qualunque, a recitare un monologo (“sdoppiandosi” anche, per interpretare uno spettatore) sulla figura dell’epidemiologo. Lo scienziato che conta, colui che lavora con i numeri e fa statistiche sulla diffusione del contagio ma che non è esente da incertezze e imprevisti.

Ma non solo coronavirus, il “portatore asintomatico di contenuti scientifici” -come si è definito il personaggio- tornerà in scena per raccontarci il metodo scientifico, i rapporti tra scienza e narrazione dei media, le scorciatoie mentali e tanti altri argomenti.

 

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