Il buono del lockdown. Oltre a contenere l’epidemia fa “respirare” la Terra e ci salva anche dall’inquinamento

pubblicato il 23/04/2020 in Attualità da Marica Marietti
Condividi su:
Marica Marietti

Ci sono sempre più studi -e con il tempo più precisi- su quanto le conseguenze del lockdown stiano rendendo meno inquinato il pianeta.

Leggi anche "Il coronavirus combatte l'inquinamento" 

Un approfondimento sul tema arriva dalla Stanford University, che ha calcolato come il calo delle emissioni potrebbe salvare la vita a 4000 bambini al di sotto dei 5 anni e di circa 73000 persone over 70 nella sola Cina. Lo studio prende in esame la PM2.5, particella molto piccola e pericolosa per la salute.

Secondo i dati dell’università americana, la mortalità mensile dei bambini sotto i 5 anni cresce del 2.9% per ogni aumento di 1 microgrammo per metro cubo di PM 2.5 mentre per gli anziani la percentuale sale del 1.4%.

L’inquinamento uccide ogni anno circa 9 milioni di persone, di cui 800 mila in Europa, a causa del lockdown sono stati risparmiati alla Terra circa 200 milioni di tonnellate di diossido di carbonio e di conseguenza molte patologie correlate.

Le ricerche in campo ambientale sono numerose e di grande interesse per i centri di ricerca e le università. Il punto in comune è che la distruzione degli ecosistemi e l’impatto antropico sono alla base delle problematiche sociali e sanitarie attuali. La diffusione di patologie letali ma anche l’aumento delle diseguaglianze economiche derivano anche dalla forte instabilità ambientale provocata dall’uomo nel corso degli anni. La natura tende sempre all’equilibrio e questo, evidentemente, è il suo modo di ritrovarlo.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password