Alcuni studiosi dell’università “Sapienza” di Roma hanno analizzato i dati degli utenti geolocalizzati su Facebook prima e dopo il lockdown imposto per far fronte al diffondersi del coronavirus. I dati utilizzati fanno riferimento alla popolazione presente o “insistente” e grazie all’uso di particolari software geografici è stato possibile osservare come quanto e perché c’è stata una variazione di presenze da parte delle persone.
Già osservando la carta tematica elaborata ci si rende conto dell’esistenza di zone evidenziate con il colore rosso. Quelli sono i luoghi in cui la popolazione è, in un certo senso, diminuita. Si tratta di località sciistiche, comuni in cui sono presenti importanti aeroporti, zone industriali, grandi imprese e centri commerciali. Anche quei comuni in cui si trovano grandi città caratterizzate da turismo e soggette a pendolarismo hanno subito un calo di presenze.
Oltre alla diminuzione di persone, si nota anche un aumento di presenze in certi posti. Ad esempio, una percentuale più alta di persone rispetto al pre lockdown è registrata in zone marginali alle grandi aree metropolitane (Frosinone e la Monza Brianza) ma anche località turistiche e isole sia al nord che al sud. La spiegazione è da ricercare non solo nelle migrazioni di ritorno ma anche nella scelta di alcune famiglie, di trasferirsi nelle seconde case per poter, probabilmente, vivere meglio “l’isolamento”.

