Smart Working. L'Italia s'è desta

Perché c’è voluta un'emergenza pandemica perché l'Italia scoprisse finalmente lo smart working?

pubblicato il 14/04/2020 in Attualità da Giorgio Nadali
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Giorgio Nadali

di Giorgio Nadali

 

Risponde Franco Tocci, CEO di Ambrogio

 

Ci faccia una panoramica delle opportunità e dei vantaggi che offre lo smartworking

Come qualsiasi cambiamento organizzativo lo smart working offre l’opportunità di scoprire nuovi percorsi per migliorare noi stessi, i processi aziendali e quindi la vita stessa dell’impresa. In particolare, ai dipendenti si aprono spazi di convivialità con la famiglia, di cura del proprio corpo, di un ritmo vitale meno frenetico e di una maggior cura dei task lavorativi cui possono dedicare una attenzione superiore alla media senza distrazioni con un focus senza precedenti. I gruppi di lavoro sperimentano delle riunioni ancora più efficienti ovvero con minor durata e con un ordine del giorno quasi sempre puntuale e rispettato senza deroghe, come invece succede con il lavoro per così dire classico. L’azienda beneficia conseguentemente di questo efficientismo come anche la società in generale con la diminuzione del traffico e i suoi immancabili vantaggi in termini di miglioramento di qualità dell’aria, della diminuzione di incidenti e via dicendo. I vantaggi per lavoratori e imprese si concretizzeranno anche nel lungo termine dal lato economico visti i minori consumi di carburante, gomme,
tagliandi e un cospicuo aumento del tempo libero. Insomma, lo smart working – se siamo in grado di armonizzarne i benefici – offre vantaggi per persone, imprese e la società tutta. Non è certo la panacea, ma può massivamente influenzare il miglioramento del benessere di aziende e famiglie.

In particolare, tutti collaboratori aziendali interni ed esterni, potranno avere maggiore flessibilità negli orari settimanali, nella ripartizione e l’uso degli spazi e soprattutto una maggiore autonomia nell' organizzazione del proprio lavoro. Per le aziende si può stimare un aumento della produttività di oltre il 25%, una riduzione dei costi di circa un 30% e una diminuzione dell'assenteismo di oltre il 60%. Ovviamente per concedere tutto questo si devono utilizzare nuovi strumenti che ci permettano di raggiungere una nuova responsabilizzazione sui risultati, i vantaggi potranno essere enormi se ben organizzati. I Principi alla base saranno una maggiore collaborazione e comunicazione, maggiore fiducia e responsabilizzazione e una maggiore flessibilità e valorizzazione dei talenti delle persone. Ne beneficeranno tutti persone azienda e società.

Perché c’è voluta un'emergenza pandemica perché l'Italia scoprisse finalmente lo smart working?

In Italia prima della pandemia c’erano già circa cinquecentomila individui che lavoravano in smart working e in Ambrogio avevamo già sperimentato e attuato questo modello lavorativo con successo. In Italia sono circa due lustri che si sente parlare di lavoro cosiddetto Agile e negli ultimi due anni i ritmi diventano più incalzanti. In altre parole, le imprese italiane sapevano che era giusto, ma si interrogavano continuamente su pregi e difetti, senza concretamente agire in modo estensivo, senza fare il passaggio alla definizione di cosa fare e come farlo. Ebbene l’emergenza sanitaria ha creato le condizioni per uno stress tomico (e non solo tossico) ovvero per un effetto a mio parere virtuoso che alcuni chiamano effetto valanga e che io invece preferisco definire effetto farfalla. Una vera rapida trasformazione che ha visto accelerare la trasformazione delle imprese passando da mezzo milione agli attuali oltre otto milioni di lavoratori in smart working. Ecco chi siamo noi italiani, dobbiamo essere messi difronte alle difficoltà per reagire e trovare subito una soluzione. E dobbiamo ammettere in tutta franchezza che siamo veramente forti. Attenzione però perché siamo appena all’inizio e se abbiamo tanti pregi i difetti non mancano affatto. Dobbiamo capire il cambiamento che stiamo vivendo e non soltanto subirlo per necessità altrimenti nel lungo termine perderemo nel contesto internazionale a danno dell’intera società.

Telefono e Internet grazie al sistema Cloud. Come funzione questa innovazione?

Ha presente la gravità? Non era forse sotto gli occhi di tutti anche prima di Newton? Eppure Newton la ha analizzata, formalizzata, descritta, rappresentata, condivisa e distribuita al mondo attuale ed ai posteri. Ebbene, mi piace vedere il nostro YouNeed come una rivoluzione nel mondo del software in tal senso, ovvero qualcosa che era sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno metteva a fuoco. YouNeed è semplice, immediato, rapido, efficiente. YouNeed nasce dalla necessità di migliorare i processi aziendali interni, essere snelli e veloci, considera che solo lo scambio di mail interne e crollato di oltre il 60% e che tutte le informazioni rimangano all'interno di un unico strumento, in cloud su macchine virtuali private per ogni cliente e non condiviso con altre migliaia di utenti perché a noi piace il latino “unicuique suum” ovvero assegnamo ad ogni cliente il proprio spazio senza fare come i colossi americani. E poi ci piace la semplicità di telefonare, chattare, scrivere, condividire, videochiamarsi e tanto altro ancora tutto dentro uno strumento unico senza usare venti strumenti diversi. Gli ingegneri infatti li abbiamo in azienda, ma non pretendiamo che tutti le imprese ne abbiano per poter lavorare in smart working o almeno non vogliamo che sia una “condicio sine qua non”. I miei meravigliosi tecnici sorridono quando dico loro che YouNeed deve diventare il sistema operativo delle imprese italiane, ma è già così ovvero YouNeed è non solo telefono e internet, ma è tutto ciò che serve ad un impiegato per lavorare serenamente.

L’innovazione è anche commerciale poiché tutto questo è per le aziende italiane praticamente gratuito, perché essendo noi anche una compagnia telefonica abbiamo deciso di offrire gratuitamente ai clienti le linee telefoniche per ogni utente minuti illimitati connettività ridondata. In questo modo il nostro cliente non pagherà più nulla per i servizi di telecomunicazione, niente, zero!

Macchina del tempo. Come vede lo smart working, l'IOT e la AI nel prossimo futuro in Italia?

In crescita esponenziale, sarà sempre più presente nella nostra vita, quando parlo ai miei collaboratori di quello che stiamo facendo, gli faccio riflettere su quello che è accaduto nel mondo della telefonia mobile. Dodici anni fa tutti utilizzavamo per telefonare un cellulare "Nokia, Motorola" e al massimo mandavamo qualche sms. Adesso tutti abbiamo uno smartphone dove possiamo fare di tutto. Consideri che lo utilizza mia madre che ha 80 anni per farmi le video chiamate e anche questo è un meraviglioso cambiamento. Ecco, noi ci troviamo proprio in quel momento di dodici anni fa dove nessuno immaginava quello che sarebbe accaduto e in così poco tempo. Alcuni colossi che ho citato non esistono più se non nel mero brand (Kodak per citarne un’altra). Ne sono emerse però alcune che fino a poco fa erano sconosciute. Ebbene, nei prossimi dodici anni ci sarà un’esplosione di IOT, Smart working e AI e diventerà la normalità come lo sono adesso gli smartphone. Ovviamente Ambrogio sta già lavorando sui dispositivi iOT e l’AI, ma non da oggi e non da sola. La collaborazione con l’università di Firenze prima e con quella di Siena adesso sta rafforzando le nostre competenze e YouNeed beneficerà del know-how che stiamo acquisendo a ritmo crescente. Già il prossimo anno rilasceremo AI (risponditore automatico via chat, analisi predittiva e anticipata delle esigenze, sistema di ticketing pro-attivo) e device iOT (termocamere, sanificatori ad ozono, termostati e bulbi luce, apriporta) il tutto integrato al nostro sistema YouNeed. Tutti i nostri clienti di oggi ne beneficeranno gratuitamente. Visto che mi parla poi di Macchina del tempo preciso che abbiamo già sperimentato (con altri partner italiani) un robot come assistente in movimento per l’impresa di qualunque dimensione e contiamo di industrializzarlo erogando tutti i servizi di YouNeed ma con la sua assistenza “fisica” come alternativa a quella cloud.

Come si vincono le sfide del lavoro a distanza?

Sembra che noi italiani siamo ancora una volta più vicini ai nostri cugini francesi e lontani da tedeschi e inglesi. Ciò nonostante sono molto ottimista. Noi italiani impareremo in fretta e ci miglioreremo rapidamente anche per affrontare queste tre sfide, vediamo nel dettaglio la mia proposta per farlo.

In generale, per vincere queste 3 sfide occorre essere flessibili nello strumento altrimenti si corre il rischio che la flessibilità se adottato in maniera troppo rigida diventi a sua volta una rigidità essa stessa. Sarà una ricerca continua di regole comportamentali e flessibilità. I leader aziendali dovranno essere meno ossessionati dal controllo e più dai risultati raggiunti e su questo noi italiani avremmo più da studiare e applicarci rispetto a tedeschi e inglesi, ma studieremo e diventeremo virtuosi anche in questo perché i nostri collaboratori sono sempre più capaci di quanto pensiamo, sempre! Io sono sempre stato un leader Agile per cui non devo trasformarmi, voglio invece offrire a tutti i leader uno strumento YouNeed che li aiuti a diventare direttori contemporanei. Ovviamente la qualità dei profili dei dipendenti, dopo quella dei leader, farà la Vera differenza per vincere queste sfide.

Riguardo alla difficoltà di separare lavoro e vita familiare, reputo molto importante prepararsi mentalmente per lavorare da casa, con serenità ma anche metodo. A solo titolo d’esempio, perché non adottare un abbigliamento professionale anche se si è a cas a? Ecco che n questo modo mi spingo positivamente ad entrare nel ruolo professionale dissociandomi da quello casalingo. Aggiungere il rispetto dell’orario di lavoro, se possibile meglio riservare uno specifico angolo della casa a scopo lavorativo. Porsi degli obiettivi concreti durante tutta l’intera giornata.

Non posso che non tornare a parlare di YouNeed perché li facilita entrambi. Mancanza di interazione faccia a faccia? Ebbene la nostra piattaforma la incentiva e a costo zero, con icone simpatiche di interazione, inquadrature facilitate, commenti, condivisione dello schermo, e via dicendo. Insomma, siamo praticamente fianco a fianco affievolendo al minimo la mancanza di quella vicinanza. Infine riguardo all’isolamento dai colleghi ancora una volta YouNeed con i suoi strumenti integrati risponde appieno al miglioramento dell’adattamento in smart working.

Ciò detto, resta il fatto che lo smart working non potrà mai sostituire integralmente i momenti di socializzazione e di presenza fisica cui mai dovremo rinunciare per il nostro benessere. Al tempo stesso però le imprese e i dipendenti devono decidere una percentuale minima sotto la quale scendere sarebbe semplicemente sbagliato, ad esempio mai meno del 20% in smart working, mai!

 

 

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