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Le sovvenzioni adottate in Germania per combattere il coronavirus

Misure mirate, precise e chiare

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La crisi economica procurata dall’epidemia di coronavirus ha portato tutti i paesi a mobilitarsi e stanziare fondi in soccorso dei propri cittadini. Il governo italiano ha delineato tutto nel decreto “Cura Italia”, ma ci si chiede quale sia la situazione altrove.

Come conferma "il Mitte", La Germania e gli stati federali tedeschi hanno previsto sussidi per gli imprenditori di tutti i settori e per i lavoratori autonomi. In particolare, per ogni libero professionista e imprenditore con meno di dieci dipendenti si ha diritto ad un pagamento una tantum, non rimborsabile. Ancor più nello specifico le aziende con un massimo di cinque dipendenti ricevono fino a € 9.000 per tre mesi, le aziende con un massimo di dieci dipendenti fino a € 15.000.

Il finanziamento serve a garantire la possibilità di pagare affitti, prestiti e rate di leasing. Per ricevere l’accredito, gli imprenditori tedeschi devono garantire che le difficoltà economiche non esistessero già prima del coronavirus e sono tenuti a giustificare il fine per cui vengono usati quei soldi. Ad esempio, se servono soldi per l’affitto, devono dichiararlo e l’aiuto viene fornito adeguatamente a questo.

Il governo tedesco costituirà anche un fondo per la stabilizzazione dell’economia da 600 miliardi per garantire crediti per 400 miliardi e fornire risorse all’istituto di credito per la ricostruzione - l'ente che effettivamente erogherà i fondi -.

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