IRREGOLARITÀ BANCARIE, CIRCONVENZIONE D'INCAPACE E RICICLAGGIO SOTTO FALSE APPARENZE

A Viterbo un'inquietante trama di "irresponsible lending" sotto l'egida di un primario Istituto di Credito

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 05/01/2020 in Attualità da Daniele Mariotto
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Daniele Mariotto

Nel linguaggio comune si usa definirlo "riciclaggio bancario" (conseguente a reiterate erogazioni di denaro, da parte di un Istituto di Credito, con oneri gravosi a carico di un utente spesso inconsapevole), mentre la terminologia tecnico-giuridica preferisce adottare la definizione "irresponsible lending". A Viterbo - da circa 15 anni - la famiglia di un noto Agente di spettacolo (professionalmente impegnato ad assistere, sotto il profilo artistico, noti protagonisti dello "star system" televisivo a livello nazionale ed internazionale) si trova avvolta in un'inestricabile matassa di crediti bancari elargiti - indipendentemente dalla propria volontà - in assenza degli essenziali requisiti previsti dalle vigenti normative, a cui sono associati mutui immobiliari erogati a tassi di interesse vessatori, prodotti finanziari ("derivati") ad elevatissimo tasso di rischio imposti in violazione di un elementare princípio di correttezza e/o buona fede nei confronti dell'inconsapevole "beneficiario". Daremo presto inizio ad un'articolata inchiesta giornalistica (con una vasta eco anche a livello televisivo, tramite documentati approfondimenti nel contesto di trasmissioni o "talk show" ad elevato indice di ascolto) per verificare se - in tutta questa vicenda - si siano manifestate, da parte dei responsabili della filiale viterbese di un primario Istituto di Credito, gravi situazioni di circonvenzione d'incapace con il coinvolgimento di persone anziane (perlopiù non in grado di comprendere il reale significato di talune complesse operazioni in materia finanziaria e creditizia) che - in talune circostanze - sono state anche visitate a domicilio dagli stessi responsabili dell'Istituto con l'intento di acquisirne forzatamente le necessarie garanzie personali. A tale proposito gioverà ricordare come più volte, negli anni scorsi, alcune importanti Associazioni di consumatori avessero provveduto a segnalare una palese irregolarità nell'erogazione di mutui da parte di Istituti bancari operativi nell'area geografica di Viterbo e zone limitrofe: in particolare, grazie alle verifiche effettuate dalle competenti Autorità di Vigilanza, si verificò come l'irregolarità riguardasse circa un terzo dei mutui complessivamente erogati dai locali Istituti di Credito nel triennio compreso tra il 2004 ed il 2007 (e che addirittura il 70% di questi ultimi prevedesse l'applicazione di tassi di interesse superiori alla soglia massima oltre la quale - in base alle vigenti normative - si rende palese un illecito orientamento all'usura). La complessa vicenda a cui si riferisce la nostra inchiesta giornalistica vede la propria origine proprio nel triennio a cui si è fatto riferimento e - nel dispiegarsi di una torbida operazione pluriennale di "irresponsible lending" - comporta anche il coinvolgimento di alcune personalità di rilievo nella realtà viterbese. La famiglia del noto Agente di spettacolo è trascinata da circa 15 anni in un irrefrenabile generatore esponenziale di esposizioni debitorie che - partendo da un originario "scoperto" bancario per un ammontare di poche decine di migliaia di Euro - sta ora portandola alla disperazione in un susseguirsi di contratti di finanziamento a condizioni particolarmente proibitive, pressioni psicologiche derivanti da proposte ingannevoli, mutui concessi - senza che essi siano stati espressamente richiesti - con piani di ammortamenti alquanto onerosi (e relativi contratti di erogazione i cui "vizi di forma" sono conseguenti alla previsione "ab origine" di doppie finalità su basi puramente fantasiose), fideiussioni "omnibus" non motivate né giustificabili, prodotti finanziari "derivati" ("capped swaps") i cui rendimenti appaiono imprevedibilmente aleatori. Condurremo la nostra inchiesta giornalistica, nelle prossime settimane, prendendo direttamente contatto con i principali protagonisti della vicenda ed impegnandoci ad approfondirne gli aspetti più controversi attraverso una seria e documentata ricostruzione dei fatti - senza alcun timore reverenziale o pavida reticenza - anche avvalendoci di una nostra presenza fisica "in loco". Il modello a cui intendiamo ispirarci per la nostra inchiesta è quello adottato con coraggio (ormai da diversi anni) dalla trasmissione televisiva "Le Iene"

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