25 novembre 2019 Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne

Basta solo un giorno?

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 26/11/2019 in Attualità da Franca Nocera
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Franca Nocera

NON basta un solo giorno per far comprendere che è l’ora di smetterla di usare la violenza contro le Donne, ma nell’occasione della Giornata Mondiale, si è tenuto nella comunità di Cantagrillo, in provincia di Pistoia, presso il Circolo Arci, il convegno che ha visto la partecipazione della psicologa e psicoterapeuta Elisabetta Pini, dell’avvocato Francesca Barontini e della Senatrice Caterina Bini con la moderazione di Caterina Benini. Un folto pubblico era presente in sala, ma più al femminile, e questo lascia riflettere, ma il fulcro dell’incontro è stata la testimonianza della sorella di una vittima che ha raccontato cosa realmente succede dietro le quinte dopo che il femminicidio è scorso sui mass-media  per  mera informazione. Un racconto toccante e cruente. E’ su questa scia  che si è articolato il convegno dove i relatori hanno espresso  conoscenze ed informazioni sia dal punto di vista psicologico che giuridico.

Premesso che la parola ‘raptus’ non esiste nel linguaggio psicologico, è stata inventata  come ha  sottolineato la dott.ssa Pini, l’uomo nutre forme di violenza che si sviluppano e si manifestano sotto diversi aspetti. Le diverse forme di violenza hanno come obiettivo trasversale quello di incutere terrore ed assoggettamento. La violenza segue una ciclicità fatta di fasi durante le quali si manifestano intimidazione, clima di tensione che lentamente portano ad atti di violenza cui seguono pentimenti e promesse. Ma la Donna pur comprendendo la sua impotenza, lascia che la vita continui a scorrere. Tutte le dinamiche di queste forme di violenza producono un calo dell’autostima  e ad una non-reazione per diversi motivi vuoi che siano familiari (figli), economici, lavorativi.

Tutto ciò non sempre và pari passo con la legge che, nonostante si sforzi di tutelare la Donna,  lascia sempre delle lacune da colmare. Molto probabilmente la legislatura dovrebbe legiferare in equipe lì dove la conoscenza, l’esperienza, la testimonianza andrebbero  a colmare le lacune.

Nonostante l’ignoranza maschile continui ad attribuire alla Donna la causa dei suoi malcontenti, delle sue rabbie, delle sue sconfitte, delle sue ferite passate e quindi della sua violenza, occorrerebbe che anche gli uomini, consapevoli delle loro azioni, perché lo sono pur nascondendosi, legalmente parlando, dietro a : ‘incapacità di intendere e di volere’, si avviassero verso un percorso di ‘risanamento psicologico’  per porre fine a questi  femminicidi. Non è tardi per diventare Uomini ed amare incondizionatamente.

Pertanto, ben venga, la proposta della Senatrice Bini su ulteriori iniziative con interventi su larga scala coinvolgendo anche i plessi scolastici di tutti i gradi e le amministrazioni che hanno il dovere di supportare  un tema che deve vedere la sua fine.

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