Zingaretti porta a spasso il Pd

La nuova segreteria del PD si presenta senza una sua anima e una sua vera proposta

pubblicato il 14/07/2019 in Attualità da Enzo Carmine Delli Quadri
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Enzo Carmine Delli Quadri

Milano 12 luglio 2019, al Convegno dei suoi circoli
Sul palco dell’Elfo parla da leader dell’opposizione: «O torniamo noi a dettare l’agenda o non vinceremo mai più».
Roma 13 luglio, all’ assemblea del PD
Zingaretti, rivolto ai suoi: Ora serve aprire una seconda fase per definire le nostre proposte e imporre una nuova agenda, aprendo un grande confronto nel Paese, su un grande piano per l'alternativa".
Chi è il segretario del partito?
Che fa Zingaretti? Si sveglia all’improvviso e scopre quello che Renzi va dicendo da mesi, si accoda e lancia il sasso nello stagno.
Ma il Pd può accontentarsi di un segretario di tal fatta, serio bravo, onesto, ma senza alcuna anima e senza alcuna sua capacità propositiva?
Può il Pd accontentarsi di un segretario che fa la corte a quelli di Leu, a Speranza, a D’Alema che pretendono che il PD cambi e abbracci le loro posizioni, con il rischio di ridursi, come loro, a riserva indiana?
Può il Pd acconciarsi alla meglio dietro la nuova dirigenza del partito, tra chi occhieggia al M5S direttamente e chi lo fa di nascosto?
Non è accettabile che la nuova dirigenza stia ancor oggi a cercare l’agenda da imporre. Ogni settimana propone un piano per l’Italia e, tutte le volte, si ricomincia da capo. Sarà la volta buona che, dietro l’offensiva di Renzi, si svegli veramente. Se non lo facesse, farebbe bene a passare la mano.

 

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