LA CASA EDITRICE “LE ASSASSINE” DÀ VOCE ALLA LETTERATURA GIALLA AL FEMMINILE E LA RISCATTA DALL’ESSERE UN GENERE DI SERIE B, PREGIUDIZIO A CUI TROPPO SPESSO VIENE RELEGATA

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 09/07/2019 in Attualità da Redazione
Condividi su:
Redazione

Un piccolo gruppo di appassionate e appassionati di crime che da anni lavora nel mondo editoriale, occupandosi di scelta dei libri, traduzioni, editing e comunicazione. Vogliamo dare espressione a questa passione per la letteratura gialla, proponendola nelle sue svariate sfaccettature – giallo a suspence, deduttivo, hard boiled, psicologico, noir –, negli stili più diversi – fantasiosi, essenziali, sofisticati, semplici, d’antan – e nei contesti geografici più vari – Marocco, Malesia, Canada, ma anche Germania, Francia… solo un piccolo esempio dei Paesi da cui vengono le nostre scrittrici. Queste sono le parole con cui “Le Assassine” si descrivono.

 

Tiziana Elsa Prina, fondatrice della casa editrice Le Assassine, quando ha pensato di dar vita a questa realtà?

Ho lavorato a lungo nell’editoria sia come traduttrice (ho tradotto Hesse, Hofmann, Zweig) che come redattrice di una rivista accademica e anche come autrice di una grammatica tedesca per dislessici, nonché come lettrice per diverse case editrici. Qualche hanno fa mi è capitato di fare da intermediaria per la cessione di diritti di traduzione di alcune case editrici straniere (vietnamite e serbe per la precisione) e questo mi ha portato a frequentare di più alcune fiere internazionali. Tra l’altro ero riuscita ad avere i diritti di una scrittrice saudita che attraverso il suo romanzo parlava della condizione della donna nella società saudita, ma purtroppo dopo lunghe attese la casa editrice decise di non pubblicarlo. A quel punto mi sono detta ma perché non posso chiudere il cerchio: raccogliere tutte le mie esperienze passate (ho lavorato anni fa anche come accompagnatrice turistica, viaggiando in tutto il mondo) e pubblicare ciò che mi piace? Do per sottinteso che tra le mie passioni c’era anche la lettura di gialli, letteratura che non va considerata di serie B (ormai ricorrono al giallo anche i grandi scrittori) e che permette di dare uno sguardo sulla nostra società.

Il piano editoriale è molto particolare, lo definirei “la nicchia nella nicchia”, perché ha deciso di occuparsi di autrici straniere di oggi e di ieri che scrivono gialli, noir e thriller. Qual è il perché di questa scelta?

Be’, prima di tutto perché nell’anima sono un piccione viaggiatore e dunque mi interessa sempre gettare uno sguardo al di là del mio particolare; poi perché alle fiere ho incontrato molte editrici che mi hanno affascinato con il loro lavoro di ricerca e per la loro passione e, infine, perché così posso fare “la scelta nella scelta”, ovvero non pubblicare ciò che mi passa per le mani, ma scegliere tra le case editrici quelle che sento più attente a una ricerca di storie e di scrittura e all’interno di queste i romanzi e le scrittrici che ritengo più confacenti al mio personale modo di sentire. Se guardate le biografie delle mie autrici non sono mai scrittrici improvvisate (cosa purtroppo che succede spesso: la democratizzazione dei mezzi di pubblicazione ha infatti i suoi lati positivi e negativi in quanto ha concesso a me di diventare una piccola casa editrice, ma ha anche permesso di essere invasi da libri poco degni di questo nome, se mi posso permettere questa nota di sincerità) ma hanno una solida storia di scrittura.

Come va letteralmente a scovare le sue autrici?

In genere vado alle fiere: anche se ricevo cataloghi e sinossi, preferisco il contatto diretto sia perché attraverso le parole di chi mi presenta il libro capisco di più se mi piace o meno il romanzo sia perché posso scovare piccole realtà editoriali come la mia con cui difficilmente verrei in contatto affidandomi solo a newsletter o comunicati stampa.

Viene data voce alle scrittrici contemporanee e non attraverso due collane, quella “Oltreconfine” e quella “Vintage”, può descrivercele meglio?

Oltreconfine è la collana che presenta le scrittrici di oggi; le cerchiamo appunto in giro per il mondo e possibilmente cerchiamo di evitare il mainstream. Finora ce l’abbiamo fatta e abbiamo pubblicato una francese, una tedesca, una marocchina, una canadese e una malese, prossimamente ci sarà un’autrice africana, perché ci piace scoprire come un genere di intrattenimento possa in realtà farci capire molto del modo di pensare e di vivere delle donne.

La collana Vintage, nome lo so poco originale ma che dà subito l’idea di qual è l’argomento, vuole far rivivere scrittrici di gialli del passato (per intenderci prima, durante e dopo il periodo d’oro del giallo) che sono cadute un po’ o completamente nell’oblio. Infatti, se pensiamo alla Golden Age si parla solo di Agatha Christie o di Dorothy Sayers, mentre nella realtà ci sono moltissime penne che per tipo di scrittura e/o per trama andrebbero lette.

Approfondiamo il tema del Vintage al femminile…

Sì, a parte come dicevo Agatha Christie e qualche altra scrittrice, ci si ricorda solo di Sherlock Holmes, come se le donne non avessero non solo diritto di parola ma nemmeno di scrittura, e invece molto spesso sono quelle più capaci a descrivere certi risvolti psicologici dei personaggi o certe atmosfere. Io stessa sono stupita dalla quantità di autrici sconosciute e mai pubblicate in Italia (ci teniamo molto che siano inedite, perché per noi non ha senso riproporre testi anche obsoleti che sono già fruibili per il pubblico italiano). Tra l’altro non sono solo le autrici inglesi, americane o australiane ad avere scritto gialli, ma anche in Austria e Germania troviamo pioniere del genere.

Ci può anche brevemente spiegare la differenza tra giallo a suspence, deduttivo, hard boiled, psicologico, noir, ecc.?

Be’ il giallo classico è quello che potremmo definire un po’ come un gioco da settimana enigmistica: l’autore lascia vari indizi affinché il lettore si affianchi a lui nella risoluzione del caso. È il tipo di giallo dove vige una fiducia incondizionata nelle capacità della logica, della ragione e della scienza.

Nell’hard boiled il delitto è solo un elemento della narrazione, mentre vengono dati importanza all’ambiente e alla descrizione psicologica dei personaggi con un accento sui toni più negativi e oscuri della vita. Infine il thriller gioca sulla suspense, la tensione e sull’eccitazione di determinati stati d’animo del lettore, creando così un alto livello di aspettativa, di incertezza, sorpresa e ansia. Non vorrei tediarla ma oltre a questi sottogeneri, potremmo parlare a lungo delle varie ramificazioni del genere giallo: non dimentichiamo i gialli storici, i legal thriller, le spy stories, ma magari avremo occasione di parlarne in un’altra conversazione.

Ad oggi quale sottogenere viene preferito dal pubblico di lettori?

Direi che il thriller è tra i più gettonati, ma vedo che anche la classica detective story è apprezzata.

Vi seguono più lettrici donne o lettori uomini?

Direi donne che sono in genere anche le lettrici forti, ma abbiamo anche uomini che amano il giallo classico e ne sono forti conoscitori.

Il genere appassiona anche i più giovani?

Domanda a cui non so rispondere sinceramente, anche se esponendo alle fiere ho visto alcune lettrici giovani che venivano a informarsi su quali noir avremmo pubblicato dopo” La borsa” o “La sedia del custode”, due storie davvero forti e attuali che probabilmente sono più apprezzate dal pubblico giovane rispetto alla scrittura più lenta del giallo classico… ma forse mi devo contraddire perché ci sono stati giovani che hanno anche apprezzato una certa atmosfera che offre il giallo d’inizio Novecento. Come vede la mia risposta si basa su rilevazioni molto parziali fatte “sul terreno”. A questo proposito mi piacerebbe molto che la pagina fb delle Assassine si trasformasse in una community dove chi ne fa parte esprime i propri gusti, preferenze ecc. in modo da avere un quadro più approfondito di chi ama questo genere di letture.

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate dal punto di vista editoriale?

Diciamo subito che non essendo una casa editrice che pubblica a pagamento, e quindi non chiede contributi di pubblicazione ai propri autori, anzi essendo le autrici straniere deve acquistare i diritti dagli editori stranieri, non abbiamo nessuna forma di contributo e quindi dobbiamo sostenerci con le vendite, compito assai arduo per varie ragioni tra cui la presenza sul mercato di moltissime offerte editoriali e la difficoltà di farsi conoscere nel mare magnum del mondo editoriale. Ma noi siamo coriacee come del resto dimostra la scelta del nostro nome e del nostro logo che vuol racchiudere in sé “archetipi” (scusate il termine) di donne dal carattere forte.

Quali i progetti e le pubblicazioni per il futuro?

Per ora stiamo lavorando sul completamento del programma 2019 con due romanzi vintage che sono stati scritti da un’autrice americana, una suffragetta di inizio Novecento, e da un’autrice inglese, una delle prime laureate a Oxford. Per Oltreconfine abbiamo la scrittrice africana, a cui accennavo prima, e che è anche una delle prime donne giudici dell’alta corte del Botwsana. Per il 2020 siamo in trattativa per alcuni romanzi, ma non essendo ancora un’operazione conclusa direi che è inutile parlarne.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password