di Filippo Virzì
In piena protesta ed in prossimità dello sciopero nazionale indetto dai sindacati FABI- FISAC CGIL – FIRST CISL UILCA e UNISIN di venerdì 28 giugno, Do Bank omaggia ai propri dipendenti dei cioccolatini personalizzati con su scritto “Do Value”.
Se per DoBank “fare valore “ per l’appunto “DoValue”, significa calpestare e non rispettare gli accordi firmati e stabiliti in sede di cessione con Unicredit e cambiare la licenza d’uso deportando i lavoratori con mobilità selvaggia con chiusura indiscriminata di sportelli, i lavoratori fanno sapere che non ci stanno e restituiscono al mittente il dono dolciario seppur considerato un segno di distensione.
A questo punto due domande sorgono spontanee!
Unicredit che pensa di fare di fronte alla violazione degli accordi in essere?
ABI politicamante parlando, come la sta prendendo alla luce della richiesta di restituzione della licenza bancaria di DoBank?
Tutto ciò rappresenta una "deriva" pericolosissima, ed un precedente che potrebbe essere anche emulato da altre società operanti nell'alveo dei crediti deteriorati.
Servono fatti concreti per i dipendenti di DoBank fanno sapere i lavoratori di Do Bank, ed è quello che reclameranno i sindacati nelle piazze italiane interessate al presidio previsto per venerdì 28 giugno, il quale si svolgerà con le seguenti modalità:
A Roma in Via Enrico Chiaradia, nelle adiacenze di via Flaminia, dalle ore 9 alle ore 13 a Milano in Piazza Cordusio, angolo via Mercanti, dalle ore 10 alle ore 15, a Verona in C. so Cavour, 38 davanti alla Banca d’Italia dalle ore 09,30 alle ore 10,30, a Palermo in Via Cavour davanti Banca d’Italia dalla ore 10 alle ore 12, a Messina in Via XXVII Luglio n. 62 dalle ore 10 alle ore 12.
Lo sciopero nazionale si prefigge da quel che si evince da una nota sindacale unitaria, di esprimere il dissenso nei confronti della posizione di chiusura assunta dall’Azienda.
I lavoratori protesteranno da ogni parte d’Italia indossando una maglietta bianca, per reagire ad un comportamento datoriale inaccettabile ed irrispettoso del diritto dei lavoratori di questo Gruppo ad un futuro sereno ed a chiare prospettive di crescita professionale.

