Caso Arata, ultimo test per il M5S: salvare o perdere definitivamente l’anima.

Paolo Arata e il figlio, legati alla Lega, arrestati. Il M5S di fronte a un nuovo bivio.

pubblicato il 13/06/2019 in Attualità da Enzo Carmine Delli Quadri
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Enzo Carmine Delli Quadri

La procura di Palermo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelale nei confronti di Paolo Arata, di uno dei suoi figli e del re dell’eolico siciliano, Vito Nicastri che risulterebbe legato al conclamato mafioso Matteo Messina Denaro. In essa si legge che Arata ha portato in dote alle iniziative imprenditoriali con Nicastri gli attuali influenti contatti con esponenti del partito della Lega, effettivamente riscontrati e spesso sbandierati dall’Arata medesimo e di cui informava puntualmente Nicastri”. E cita alcune conversazioni registrate il 23 dicembre 2017, durante le quali Nicastri “sollecitava Arata a intervenire presso il senatore Armando Siri, sottosegretario leghista,  per interessi personali.”
Paola Arata, già deputato eletto con forza Italia, dopo aver abbandonato Berlusconi si legò strettamente con la Lega tanto che lo scorso agosto fu sponsorizzato da Salvini come presidente dell’Authority per l’Energia, nonostante il suo palese conflitto di interessi, avendo egli scritto il programma della Lega per l’energia e avendo partecipato a vari convegni sul tema. Il figlio di Paolo, Federico, invece, da anni segue i rapporti internazionali per Salvini, in particolare con Steve Bannon; inoltre, ha un contratto a palazzo Chigi.
Se Salvini, di fronte a questa ennesima buccia di banana, sembra non voler sorvolare, derubricando la questione a mero semplice fastidio, tanto il consenso viaggia quasi da solo, la situazione presso i 5S si è fatta critica. 
Di Battista, il più infervorato ha postato questo commento:“Ricapitoliamo: l’ex-responsabile energia della Lega, Paolo Arata è stato arrestato per corruzione e auto-riciclaggio per una brutta storia di mazzette sulle rinnovabili. Anche uno dei suoi figli è finito in carcere, l’altro ha ottenuto un contratto a Palazzo Chigi grazie a Giorgetti”.  “Il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti. Tutti quanti sia chiaro. Dal Pd con le sue schifezze […] alla Lega, un partito che non sta rubando a Forza Italia solo voti. Purtroppo gli sta rubando uomini e dinamiche”. In pratica, Di Battista denuncia con forza la berlusconizzazione della Lega e pone il grande quesito: è possibile governare con chi opera come operava Berlusconi?
D’altra parte, Marra, a otto e mezzo di ieri sera, si democristanizza e dà un colpo alla botte e una al cerchio, senza prendere una giusta posizione, da buon equilibrista.
Di Maio, da parte sua, esprime il minimo del disappunto, dimostrando come sia il più deciso sostenitore dell’alleanza con La lega ( e della sua poltrona che perderebbe immediatamente se staccasse la spina al Governo). La foto di copertina dice tutto.
Questa impostazione dei maggiori esponenti dei 5S, così confusa, contraddittoria, democristiana, pone un serio problema: far cadere il governo e salvare l’anima del movimento oppure restare al governo e perdere definitivamente l’anima, oltre alla faccia.

 

 

 

 

 

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