Inchiesta-scandalo per il post terremoto a L'Aquila, il rammarico di Massimo Cialente

'Dimissioni da sindaco nell'interesse della città'

pubblicato il 12/01/2014 in Attualità da a cura della redazione
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a cura della redazione

E' rammaricato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Ieri il primo cittadino ha annunciato la scelta di dimettersi, durante una conferenza stampa.

Lo ha fatto alla luce dell'ultima inchiesta-scandalo riguardante il terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese il 6 aprile del 2009.

Mercoledì quattro persone erano finite ai domiciliari e altrettante, tra cui il vice sindaco Roberto Riga poi dimessosi, risultavano indagate nell'inchiesta "Do ut des", coordinata dalla Procura su presunte tangenti nella ricostruzione post sisma. "L'ho fatto per la città - ha spiegato Cialente -. Ho riflettuto e ho deciso nell' interesse della città. In fondo - aggiunge - è stato lo stesso ministro Trigilia a dimettermi quando, in un'intervista il 9 gennaio, ha detto 'il Comune non chieda più soldi' e, nello stesso giorno, in una riunione con il rettore dell'università aquilana, ha parlato di piano di rilancio dell'ateneo e di piano regolatore della città, senza il sindaco'. Nel corso della lunga conferenza stampa Cialente ha ripercorso le tappe del suo secondo mandato.

"Sono rammaricato perché ho perso. Ho pagato il fatto di aver rimosso le bandiere tricolori dalle sedi comunali e di aver riconsegnato la fascia tricolore. Ho dato tutto me stesso, ma non sono stato abbastanza forte". Conclusa la conferenza stampa, che si è svolta in un clima di commozione, con Cialente attorniato dai suoi più stretti collaboratori, il sindaco dimissionario non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni, annunciando che d'ora in poi sarà in silenzio stampa.

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