Le donne immigrate sanno farsi una posizione

Le donne straniere in Italia non sono solo colf e badanti

pubblicato il 07/01/2014 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

L’ Osservatorio sull'evoluzione dell'imprenditoria femminile, del Gruppo Terziario Donna Confcommercio  ha realizzato un rapporto  con il Censis che  ha reso noto come il 70% delle donne immigrate che vivono in Italia hanno creato aziende che operano nel settore. Una volta in Italia diventano valide imprenditrici sul mercato , uno dei pochi settori dove si possono affermare le pari opportunità. Di questa percentuale  il 13,5% opera nell’ambito di noleggio e agenzie viaggio; con le cinesi fortemente attive con un buon  15,8% impegnate nel settore ricettivo e della ristorazione. La maggioranza di queste donne, l’80%, ha meno di 50 anni  e sono presenti per lo più nel centro  Italia che conta il  9,3% di imprese femminili straniere. Son dati importanti e  di buon auspicio commentati da  Patrizia Di Dio, neo presidente di Terziario Donna Confcommercio con queste parole: “La donna immigrata appare come interprete principale di un lento e silenzioso sviluppo all'interno della società e la sua integrazione agevolerà il processo di edificazione e consolidamento di una società realmente multietnica ed interculturale. Il mercato è uno pochi settori in cui a differenza di altri, si possono affermare le pari opportunità. Infatti, il mercato è meritocratico, premia le capacità imprenditoriali, il know how, indipendentemente dal sesso, dall'etnia, dalla religione"
Il terziario è insomma terreno di grande attività per l’imprenditoria femminile straniera ma non solo, c’è stato un aumento anche nel settore agricolo  +3,7%, +5,8% nell'industria e +6,5% nei servizi.
La Cina è il paese che esporta il maggio numero di imprenditrici (15,8%) seguita dalla Romania (7,6%), Svizzera (7,3%), Marocco (6,7%) e Germania (6,3%). Le Rumene così come le cinesi sono molto attive nel settore dell’alloggio e della ristorazione, mentre le nord africane  e  le nigeriane sono molto presenti nel commercio .  Sono donne giovani a differenza delle italiane imprenditrici, l’80% infatti ha meno di cinquanta anni , precisamente il 67% ha tra i 30 e i 49 anni  e il 13,1% ha meno di 29 anni.
Dopo il centro Italia dove si ha la più alta concentrazione di imprese femminili guidate da straniere arriva il Nord Est con l'8,5%, a pari merito con il   Nord-Ovest che conta la medesima percentuale. La  regione con la più  marcata multietnicità imprenditoriale troviamo il Friuli-Venezia Giulia, con l'11,9%, l'Abruzzo, con il 10,8%, e il Lazio, con il 10,5%, mentre  Basilicata, Sardegna e Valle d'Aosta sono le regioni con il tasso di più basso: rispettivamente del 5,6%, del 5,8% e del 5,9%.  Osservando i dati delle province vediamo in testa  Teramo, con il 13,8%, seguita da Trieste, 13,7%,al terzo posto  Prato, 13,5%. Tra le metropoli  Milano e Roma compaiono tra le prime dieci province, la prima è quarta  con il 13%, e la seconda al settimo posto  con l'11,8%,. Le città con il tasso di multietnicità imprenditoriale femminile più basso  sono  Cuneo 5%, Foggia 4,7%, Oristano 4,6%, Napoli 4,6%, e Taranto 4%, .

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