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Sci e automobilismo una fascinazione reciproca

Perché tanti bravi piloti diventano bravi sciatori e viceversa

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Molto prima di Michael Schumacher vittima in questi giorni di un drammatico incidente sulle piste di Meribel, molti piloti e sciatori  hanno incrociato le loro traiettorie nella stessa ricerca di velocità e adrenalina. Passare dalle scivolate sugli sci a quelle su  quattro ruote, per molti campioni delle nevi è stato un movimento molto naturale. Nessun pilota automobilistico invece  ha fatto carriera sugli sci, ma quasi tutti i piloti hanno sempre praticato questo sport con assiduità e talento.
Il precursore è stato Français Henri Oreiller, campione di sci olimpico nel 1948 a Saint-Moritz, innamoratosi poi delle corse automobilistiche e morto a soli 37 anni , nell’ottobre del 1962, durante una corsa sul circuito di  Montlhéry. Nel frattempo, aveva  conquistato il titolo di campione nazionale di rally nel 1959 e aveva guidato tutti i vari tipi di bolidi dall’Alfa Romeo alla Ferrari.
Venti anni dopo, nel 1968 un altro francese, Jean-Claude Killy, diventa triplo campione olimpico di sci a  Grenoble, e l’anno successivo su un Alpine Renault,partecipa alla 24 ore di Le Mans, con Bob Wollek, un altro emerito sciatore.
Il passaggio dallo sci alla macchina inizia a diventare ricorrente perché Patrick Tambay,campione di Francia  nella discesa agli inizi degli anni 70 arriva  a guidare la Ferrari in formula uno per tutti gli anni 80.
Sono tre i motivi che spiegano la capacità degli sciatori di diventare eccellenti piloti: la ricerca della traiettoria perfetta che fa guadagnare il decimo di secondo, il senso del volo e della stabilità che si deve avere con gli sci ai piedi e con il volante tra le mani e sicuramente il gusto della velocità, denominatore comune per tutti coloro che sono alla ricerca costante di adrenalina.
Più vicino ai nostri giorni Luc Alphand,  grande sciatore capace di trionfare sulla terribile pista di  Kitzbühel nel  1995, e di vincere dieci anni  il rally di Paris-Dakar.
Per concludere, se  Schumacher si è ferito così gravemente due giorni fa, durante un fuori pista  con il figlio quattordicenne, è perché il suo passato da super-campione automobilistico gli permette di praticare questo sport con estrema sicurezza. Ma per la maggior parte dei suoi colleghi ancora in attività, le piste sono interdette per contratto, proprio per tutelare la vita del campione e la sua scuderia.

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