"Se non si trovano i 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, noi del M5s faremo fuori tanta gente del Mef". Questo il succo di un audio registrato da una conversazione privata avente come protagonista il portavoce di palazzo Chigi Rocco Casalino. La registrazione è stata effettuata in un bar e poi diffusa dai media. Nell'audio, l'interlocutore di Casalino non interviene mai, rendendo così esplicita la sua finalità divulgativa.
Casalino difende il ministro Tria dalla "colpa" dell'eccessiva prudenza ma attacca duramente i tecnici del Tesoro. "Ormai si è capito che Tria c'entra relativamente - prosegue il portavoce di Conte - ma al ministero c'è una serie di persone che è lì da decenni, che proteggono il solito sistema e non ci fanno capire dove si possono trovare nel bilancio questi 10 miliardi del c...".
Parole che hanno scatenato un fiume di polemiche. Subito la replilca del Mef: "Il bilancio dello Stato è pubblico e visionabile da tutti sui siti istituzionali. L'attribuzione di risorse a determinate voci di bilancio piuttosto che ad altre non spetta alle strutture tecniche del ministero dell'Economia perché è una scelta politica", hanno sottolineato. "Ovviamente anche il reperimento delle coperture finanziarie rientra in questo stesso ambito. I tecnici del Mef stanno lavorando attivamente per valutare costi e effetti delle varie proposte politiche, comprese le possibili modalità di copertura degli interventi. Ma le decisioni sulla scelta delle soluzioni competono alla politica".
"Il ministro Giovanni Tria esprime piena fiducia ai dirigenti e alle strutture tecniche del Mef e apprezzamento per il lavoro che stanno svolgendo a sostegno dell'attuazione del programma di governo, come peraltro evidenziato dal presidente del Consiglio", hanno poi aggiunto fonti del dicastero di via XX settembre.
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito la sua piena fiducia in Rocco Casalino, sottolineando che "la diffusione dell'audio è illecita". Conte ha poi evidenziato "la piena compattezza e unitarietà del governo nella elaborazione della manovra economica". Il capo di governo ha spiegato che "sono giorni molto intensi e stiamo lavorando tutti, con il sostegno delle strutture amministrative, per realizzare le riforme più idonee a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese".
"Non credo che il portavoce del premier abbia il potere di cacciare qualcuno". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Casalino.
Dalle opposizioni intanto arriva un coro unanime di critiche e la richiesta di dimissioni immediate. Secondo il segretario del Pd, Maurizio Martina, quelle di Casalino sono "parole inaudite", mentre Nicola Zingaretti ha parlato di "arroganza di potere". Per il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, "se un qualsiasi altro portavoce di governo avesse fatto quello che ha fatto Casalino sarebbe stato costretto alle dimissioni immediate. Minacce nei confronti dei dirigenti del Ministero del Tesoro diffuse con whatsapp sonori per far capire chi comanda. Una vergogna assoluta".
Casalino in questi giorni era già stato bersaglio di critiche per il suo stipendio di 169mila euro lordi l'anno, un guadagno di gran lunga maggiore rispetto a quello del presidente del Consiglio Conte. Il portavoce si era difeso dicendo che "il M5s è sempre stato per la meritocrazia, abbiamo sempre criticato i privilegi ingiustificati e il mancato riconoscimento, anche economico, delle competenze professionali. In base ai risultati ottenuti e al mio curriculum, il mio stipendio è più che meritato, anche rispetto a quelli dei miei predecessori".

