Passioni da “supereroi”:la pallavolo di Camilla Lupiani

La rubrica delle persone comuni

pubblicato il 22/09/2016 in Attualità da Chiara pirani
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Chiara pirani

Come quella delle sue compagne di squadra, anche quella di Camilla è una passione che inizia alcuni anni fa, per un vero e proprio...“dovere di famiglia”.

 

Ho cominciato a 10 anni, ma sono cresciuta con la pallavolo perché papà è un ex giocatore e quindi mi ha sempre spinta a provare.”

 

Mai scelta fu più azzeccata.

Solo la forte passione trasmessa da suo padre poteva avere il potere di trasformare la preoccupazione in energia, grinta, determinazione.

“Ricordo ancora l'ansia per il primo allenamento, perché eravamo in tante: Sabrina, l'allenatrice di allora, selezionava i titolari mano a mano.

L'ansia è scesa ed è rimasta la voglia di conquistare il posto in squadra.”

 

Una serie di emozioni indescrivibili.

E, tra tutte, c'è quella che occupa il posto d'onore, nella testa e nel cuore.

“Penso che la partita che mi ha segnata più di tutte sia stata quella a Pescara, disputata circa 6 anni fa. È stato il mio esordio in serie D: la palleggiatrice titolare aveva avuto qualche problema nel gestire le azioni e quindi l'allenatore ha fatto entrare me.

Grazie al sostegno che le mie compagne di squadra mi hanno dato in quel frangente, ho capito che potevo sentirmi a casa.”

 

Vittorie, una dietro l'altra.

La voglia di dare il massimo diventa una ragione di vita.

“La pallavolo? Per me è soddisfazione!”

Uno sguardo rapido al futuro: la pallavolo è lì, pronta ad esserci, sempre.

Le soddisfazioni che regala, giorno dopo giorno, non possono essere messe da parte.

Nessuna difficoltà potrà mai rompere questo rapporto così speciale.

La pallavolo è la quintessenza della nostra Camilla.

 

Sicuramente una volta finito il liceo mi trasferirò in un'altra città. Spero di trovare ancora il tempo di continuare a praticare questo sport e, anche se non dovessi farcela, la pallavolo in sé e sopratutto le mie compagne di squadra rimarranno una parte essenziale di me.”

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