Lucio Taraborrelli "smaschera" il web

"Quando il sole della cultura è molto basso, perfino i nani proiettano ombre lunghe"

pubblicato il 05/03/2017 in Attualità da Chiara pirani
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Chiara pirani

Una riflessione del pluripremiato scrittore Lucio Taraborrelli, che scova sul web un'inaspettata serie di notizie su uno dei simboli-cardine del nostro paese: Nicola da Guardiagrele.

"Quando il sole della cultura è molto basso, perfino i nani proiettano ombre lunghe"
La Rete, si sa, è ormai il luogo dove si può dire ciò che si vuole - anche se si tratta di castronerie madornali - senza che ciò riesca a smuovere più di tanto l’indignazione del popolo dei “navigatori”. Ed è chiaro che non si finirà mai di dare ragione a Umberto Eco che, durante una lectio magistralis all’Università di Torino, ebbe ad affermare che "i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli": certo, Eco si riferiva in particolare ai social, ma per estensione il discorso vale anche per tutto ciò che “galleggia” alla deriva nel mare oscuro della Rete.
E ciò che mi è capitato di leggere ieri, “navigando” nelle acque infide di Internet, ha dell’incredibile: nel mentre ricercavo il titolo di un libro sul nostro Nicola da Guardiagrele mi sono imbattuto in una lunga biografia del grande orafo guardiese contenuta nel sito www.360-gradi.it. Già dall’incipit del “pezzo”, ci si accorge che un paio di secoli di dibattiti, ricerche, ipotesi, trascrizioni di documenti, studi, pubblicazioni, si possono tranquillamente “gettare a mare”: perché, vi chiederete? Indovinate un po’! Il sito fornisce le date di nascita e di morte di Nicola da Guardiagrele con la precisione di un Ufficio Anagrafe: “Nicola da Guardiagrele, nato Nicola Gallucci o Nicola di Andrea di Pasquale (Guardiagrele, 1 marzo 1385 – Guardiagrele, 4 marzo 1462 circa), è stato un orafo, incisore e pittore italiano”.  Oddio, forse quel “circa” messo dopo la data 1462 si sarebbe potuto anche evitare, perché rischia di causare confusione nei lettori (ma allora, è il 4 marzo, o è “circa” il 4 marzo?). A questo punto non resta che sollecitare l’Amministrazione comunale a indire una festa per celebrare degnamente il nostro artista! Anzi, visto che le date di nascita e di morte sono così ravvicinate tra loro, si potrebbe addirittura pensare ad una “quattro-giorni” di celebrazioni ininterrotte, con canti, balli e fuochi d’artificio. È ben triste constatare come schiere di studiosi si siano arrovellati invano nel tentativo di stabilire le date di nascita e di morte di Nicola da Guardiagrele: potevano consultare “360-gradi” e si sarebbero risparmiati una gran fatica (che poi ci sia un atto notarile del 20 giugno 1459 nel quale si afferma che Nicola, a quella data, è già morto, è un dettaglio trascurabile, su cui si può sorvolare…).
Ma il bello deve ancora arrivare: di fianco all’incipit della corposa biografia del nostro valente orafo e scultore (che si fregia ancora del suo bel cognome Gallucci), compare una foto in bianco e nero di un distinto e grassoccio signore con un paio di vistosi mustacchi, vestito di giacca ed elegante papillon, che non si comprende bene chi sia finché non si clicca la foto per ingrandirla: Nicola da Guardiagrele, si legge nella didascalia che compare sul bordo superiore della foto ingrandita! Ma è straordinario! Ora, grazie al sito https://www.360-gradi.it/luoghi/nicola-da-guardiagrele-0000002141.html (cliccare per credere) conosciamo con precisione non solo le date di nascita e di morte di Nicola, ma abbiamo addirittura una sua foto. Eccezionale, stupefacente, strabiliante! Poco importa se un orafo vissuto nel Quattrocento appare vestito con abiti otto/novecenteschi: non vogliamo mica far caso a queste sottigliezze! Quel che conta è che, finalmente, abbiamo una foto del nostro Nicola, conosciamo i suoi lineamenti, la fisionomia del suo volto. Vi pare poco? Ora possiamo davvero gettare a mare tutti i volumi, gli studi e le ricerche dei migliori storici dell’arte: ora c’è Internet, non abbiamo bisogno di altro (sorvoliamo anche sul resto della biografia, che è ridicola).
Il problema grosso è che non sappiamo quanti utenti, quanti “naviganti” prenderanno sul serio tali baggianate, ma c’è da presumere che saranno in tanti. Naviganti sprovveduti che poi, magari su quei social stigmatizzati da Umberto Eco, scriveranno o condivideranno la notizia che di Nicola da Guardiagrele ormai si sa tutto, comprese le date di nascita e di morte, e che addirittura esiste pure una fotografia!
Purtroppo, quando il sole della cultura è molto basso, perfino i nani proiettano ombre lunghe.

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