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SALENTO, ULIVI E ULIVI

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Il 7 settembre del 2016 è stato inaugurato, nel Salento, dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l'Acquedotto del Sinni, dorsale ionica dell'Acquedotto Pugliese. Per la realizzazione dell’acquedotto in acciaio, con un diametro di 140 centimetri e una lunghezza di 37,5 km sono stati espiantati circa 2500 alberi di ulivo (poi rimessi a dimora a conclusione dei lavori). Un aspetto, questo, che per il governatore della Puglia Emiliano, testimonia la disponibilità del territorio a sopportare l’onere di opere invasive. Tutto questo senza che, stranamente, nessuno protestasse o potesse temere un pericolo di danno permanente agli uliveti…  Il TAP (Trans Adriatic Pipeline) gasdotto, in terraferma in prossimità di San Foca per 8 chilometri con un tubo di 90 centimetri a 10 metri di profondità, prevede lungo il suo percorso l’espianto di 211 ulivi, che saranno tutti ripiantati. I No TAP protestano contro l’espianto e la Regione Puglia ha fatto ricorso al TAR del Lazio paventando un pericolo di danno permanente agli uliveti. Il TAR, però,  ha respinto il ricorso ritenendo infondate le motivazioni addotte dalla Regione. Secondo Beppe Grillo “un’infrastruttura inutile, l’ennesimo ricco pasto per speculatori”. Si poteva far approdare il gasdotto a Brindisi, dicono Emiliano & Co. Fingendo di non sapere che dire Brindisi significa dire mai, dato che per la Direttiva Seveso III, la città è «area a rischio di incidente rilevante». E allora ecco che «in Azerbaigian non vengono rispettati i diritti umani». Come se Cina, Kazakhstan, Arabia Saudita, Nigeria, Algeria e i tanti altri nostri partner commerciali fossero democrazie liberali. Infine, la mafia. Poteva mancare la mafia del gas azerbaigiano, con un tubo che attraversa Georgia, Turchia, Grecia, Albania? Certo che no. Ma se anche questo non bastasse, ecco la domanda jolly: chi ha interesse a fare «quel» gasdotto? E se invece ci chiedessimo: chi ha interesse a «non» fare il gasdotto, che, guarda caso, non attraverserà la Russia e perlomeno non farà di Italia e Ue una specie di Ucraina? – 23 aprile 2017 

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