Migliaia di studenti in 70 piazze italiane contro l'alternanza scuola-lavoro

I ragazzi indossano la "tuta blu": "Non siamo merce nelle mani delle aziende"

pubblicato il 13/10/2017 in Attualità da Redazione
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Studenti in piazza in tutta Italia per il primo sciopero contro l’alternanza scuola-lavoro, in una mobilitazione che coinvolge associazioni e collettivi studenteschi. Ai cortei indetti in 70 città italiane, gli studenti si sono presentati in "tuta blu" per protestare contro lo sfruttamento e l'attuale alternanza scuola-lavoro, levando la voce anche contro le scarse risorse riservate all'istruzione pubblica e le condizioni dell'edilizia scolastica. 

La protesta è stata organizzata dall’Unione degli studenti. "Oggi abbiamo convocato il primo sciopero dell’alternanza scuola lavoro. Chiediamo al Ministero dell’istruzione che fine abbia fatto lo statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola- lavoro e il codice etico per le aziende? Siamo stanchi di aspettare!", dichiara Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti, che sottolinea: "Come studenti viviamo sulla nostra pelle i disagi di questo modello di alternanza scuola- lavoro, noi siamo studenti, non merce nelle mani delle aziende".

Una inedita forma di protesta quella organizzata dall'Uds, che ha deciso di puntare il dito su un argomento di strettissima attualità, uno degli elementi più discussi tra quelli introdotti dalla legge sulla ‘Buona Scuola’, ovvero l’alternanza scuola-lavoro. “L’ultimo anello della catena è quello più debole ma anche quello in grado di spezzarla”, si legge nel comunicato con cui i ragazzi dell’Uds chiamano a raccolta gli studenti e li invitano a scendere in piazza per ribadire i propri diritti. “L’approvazione delle deleghe della Buona Scuola – continua la nota Uds - rappresenta l’ennesimo atto autoritario con cui questo Governo palesa la continuità con l’anno precedente: dall’introduzione dei test Invalsi obbligatori per l’esame di stato, alle aumentate difficoltà economiche date dal caro scuola. È necessario mettere al centro il tema dell’istruzione”.

 

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